Missile terra-aria lanciato da una postazione mobile statunitense. L'immagine è puramente esplicativa e non si riferisce al conflitto in corso nella regione etiopica del Tigray (Credit: Kongsberg)

Oggi parliamo dell’avanzata dell’esercito etiopico verso la capitale della regione ribelle del Tigray, del ricorso al tribunale per i diritti contro la legge che in Tanzania vieta alle ragazze incinte di frequentare la scuola e delle rivendicazioni della società civile congolese in merito ai ricavi dell’estrazione mineraria.

Etiopia: prosegue l’avanzata dell’esercito verso la capitale della regione del Tigray

La notte scorsa le forze della regione del Tigray hanno lanciato tre razzi contro la capitale della regione Amhara, Bahir Dar, ma senza causare danni, fa sapere il governo regionale. Lo stato federale di Amhara ha inviato truppe nel Tigray a sostegno dell’offensiva dell’esercito che sarebbe in marcia verso la capitale del Tigray, Macallè, dove ieri un attacco aereo del governo federale ha ferito molti studenti e civili dopo aver colpito un’università.

Il conflitto iniziato il 4 novembre nel nord dell’Etiopia ha ucciso centinaia di persone provocando la fuga di 33mila civili in Sudan. Ieri l’Unione europea ha annunciato lo stanziamento di un fondo di emergenza di 4 milioni di euro per i rifugiati nelle province sudanesi di Kassala e Qadarif.

Tanzania: ong intenta una causa contro la legge che vieta alle ragazze incinte di frequentare la scuola 

L’ong per i diritti delle donne Equality Now ha intentato una causa contro il governo della Tanzania presso la Corte africana dei diritti umani e dei cittadini per il divieto, imposto con una legge nel 2002, di frequentare la scuola per le ragazze incinte.

Equality Now afferma che il divieto è discriminatorio e ha intrappolato molte ragazze in un ciclo di povertà, esponendole ad altre violazioni dei diritti umani, come le mutilazioni genitali femminili. Secondo un rapporto di Human Rights Watch, in Tanzania ogni anno almeno 8mila ragazze abbandonano la scuola a causa della gravidanza.

Rd Congo: chiesa e società civile chiedono più condivisione della ricchezza derivata dall’estrazione mineraria

La società civile congolese ha chiesto una migliore condivisione della ricchezza derivante dall’estrazione mineraria nella Repubblica democratica del Congo. La richiesta è avvenuta durante un incontro a Lubumbashi, nella regione del Katanga, la capitale economica dell’industria estrattiva. In questa provincia, «sono stati pagati 116 milioni di dollari in royalties minerarie negli ultimi due anni», ha detto un rappresentante della società civile.

L’arcivescovo di Lubumbashi, Jean-Pierre Tafunga, ha osservato che «alcune comunità locali hanno utilizzato positivamente queste royalties», ma altre «le hanno impiegate deviandone il loro obiettivo iniziale, che è il finanziamento di progetti di sviluppo della comunità». Il vescovo ha chiesto «soluzioni concrete per fare della sovranità mineraria, uno strumento per lo sviluppo reale».