Il presidente del Madagascar Andry Rajoelina (Credit: therahnuma.com)

Oggi parliamo di un presunto tentativo di golpe sventato in Madagascar, della proroga dello stato d’assedio militare nel Nord-Est della Rd Congo e dello status di osservatore all’Unione africana ottenuto da Israele.

Madagascar: sventato un presunto tentativo di golpe, sei arresti

Con l’accusa di attentare alla sicurezza dello stato sono state arrestate in Madagascar sei persone.
La procura generale ha dato i nomi di due ex militari.
Uno è Paul Rafanoharana, franco-malgascio che è alla testa di un fondo di investimento: il suo nome è circolato di recente come possibile primo ministro in caso di una modifica degli assetti del governo.
L’altro è Philippe François, francese ed ex colonnello dell’esercito, oggi consigliere di monsignor Odon Marie Arsène Razanakolona, arcivescovo di Antananarivo.
Gli arresti sono avvenuti martedì scorso, ma sono stati resi noti la sera di mercoledì 21 luglio.
La procura non ha fornito particolari sulle prove in possesso degli inquirenti, sembra tuttavia che tra gli arrestati ci siano anche le mogli di Rafanoharana e di François, oltre che due fratelli della moglie di Rafanoharana.

Rd Congo: prorogato per altri 15 giorni lo stato d’assedio in Kivu e Ituri

Il presidente della Repubblica democratica del Congo, Félix Tshisekedi, con l’avallo del parlamento, ha prolungato di altri 15 giorni lo stato d’assedio in vigore dal 5 maggio nelle province dell’Ituri e del Nord Kivu.
È la quarta proroga dello stato d’assedio che ha lo scopo di fronteggiare i numerosi gruppi armati e modificare situazione di insicurezza cronica che da anni attraversa le province del nordest.
Per fare ciò sono stati impiegati reparti dell’esercito e della polizia.
A questo riguardo va segnalato che nell’Ituri sono stati arrestati una decina di ufficiali dell’esercito, accusati di aver sottratto fondi destinati alle operazioni militari.
Tra gli arrestati figurano due colonnelli delle forze armate congolesi e un commissario di polizia.

Israele ottiene lo status di osservatore presso l’Unione africana

Israele rientra nell’Unione africana con lo status di membro osservatore, per la prima volta dal 2002.
Lo ha annunciato ieri il ministro degli esteri israeliano ad Addis Abeba, Yair Lapid, secondo cui l’ambasciatore israeliano Aeligne Admasu ha già presentato la documentazione.
Israele ha relazioni con 46 dei 55 stati membri dell’Unione africana. Negli ultimi anni Tel Aviv ha rinnovato le relazioni diplomatiche con Marocco, Ciad e Guinea.
Anche il Sudan, che ha aderito agli Accordi abramitici pochi mesi fa, ha annunciato la normalizzazione delle sue relazioni con Israele.
Il capo della diplomazia israeliana ha affermato che questo accordo «corregge l’anomalia che esisteva da quasi due decenni ed è una parte importante del rafforzamento del tessuto delle relazioni estere di Israele».

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