Appartenenti al movimento dei Fratelli musulmani condannati alla pena di morte in Egitto (Credit: albawaba.com)

Oggi parliamo della condanna di Human Rights Watch per decine di condanne a morte con processi iniqui in Egitto, di un attacco di jihadisti mozambicani in un villaggio della Tanzania e dell’aumento delle spese militari in Italia.

Egitto: 49 condanne a morte eseguite in 10 giorni, la denuncia di Hrw

Le autorità egiziane hanno giustiziato 49 persone tra il 3 e il 13 ottobre 2020. Lo ha fatto sapere Human rights watch (Hrw), sottolineando che si «dovrebbero interrompere immediatamente le esecuzioni e processare nuovamente coloro che sono stati condannati a morte in processi gravemente iniqui». «Le esecuzioni di massa di decine di persone in Egitto nel giro di pochi giorni sono oltraggiose», ha detto Joe Stork, vicedirettore per Medioriente e Nordafrica di Human Rights Watch.

Per lui «la sistematica assenza di processi equi in Egitto, soprattutto nei casi politici, rende ogni condanna a morte una violazione del diritto alla vita». L’organizzazione stima che sotto la presidenza di Abdel Fattah al-Sisi, eletto nel 2014, l’Egitto sia diventato uno dei 10 paesi al mondo che più praticano condanne a morte.

Tanzania: lo Stato islamico rivendica l’attacco ad un villaggio al confine col Mozambico

La polizia tanzaniana ha confermato ieri che più di 300 uomini armati provenienti dal Mozambico hanno attaccato lo scorso 15 ottobre il villaggio di Kitaya nella regione di Mtwara, nel sud della Tanzania, uccidendo un numero imprecisato di abitanti. L’attacco è stato in seguito rivendicato dallo Stati islamico in Africa centrale.

È la prima volta che le autorità tanzaniane riconoscono pubblicamente la presenza di militanti jihadisti mozambicani nel paese. Il capo della polizia Simon Sirro ha detto che tra gli aggressori c’erano anche dei tanzaniani e che alcuni sono stati arrestati prima che potessero tornare oltreconfine, in Mozambico, la cui provincia settentrionale è da tre anni teatro di un conflitto tra esercito e gruppi jihadisti che ha causato più di 2000 vittime e oltre 300mila sfollati.

Italia: aumentate di 1,5 miliardi le spese militari per il triennio 2020-2022

Approvato ieri il Documento programmatico pluriennale della Difesa per il triennio 2020-2022. Al suo interno è illustrato il piano di sviluppo complessivo dello strumento militare e la modernizzazione delle Forze armate italiane. Il budget è di 22,9 miliardi di euro, in netta crescita rispetto ai 21,4 del 2019. L’incremento più sensibile sta nella voce “investimenti”, pari a 2,8 miliardi di euro.

Secondo il ministro della difesa Lorenzo Guerini, l’incremento si è rivelato indispensabile per garantire alle forze armate la capacità di affrontare minacce sempre più evolute. Per quanto riguarda i programmi, sono confermati quelli maggiori: dagli F-35 alle fregate Fremm fino ai più evoluti addestratori. Il budget deve ora passare dalla valutazione del parlamento.