Il presidente del Sud Sudan Salva Kiir (a sinistra) e il primo vicepresidente Rieck Machar

Oggi parliamo di decine di milioni di dollari sottratti alle casse statali in Sud Sudan, dell’appello per il rinnovo della moratoria che vieta il disboscamento nella Rd Congo e dei vaccini effettuati in Africa non riconosciuti dalla Gran Bretagna.

Sud Sudan: almeno 73 milioni di dollari sottratti allo Stato dalle elite politiche e militari

In Sud Sudan leader politici, militari e uomini d’affari hanno dirottato illecitamente milioni di dollari con la complicità di banche e multinazionali, afferma un gruppo di esperti delle Nazioni Unite. La Commissione per i diritti umani del Sud Sudan ha trovato “prove che, dal 2018, funzionari statali ed entità legate al governo… hanno sottratto e riciclato circa 73 milioni di dollari”. Cifre che “rappresentano senza dubbio solo la punta dell’iceberg”, ha fatto notare la presidente della Commissione, Yasmin Sooka. Questo livello di corruzione mina i diritti umani e la sicurezza nel paese, afferma il rapporto. Questo accade in un paese dove quasi i due terzi della popolazione, pari a 7,2 milioni di persone, lotta quotidianamente per procurarsi il cibo.

Rd Congo: 40 ong chiedono il rinnovo della moratoria che protegge le foreste 

Mentre i donatori internazionali si preparano ad annunciare un accordo di protezione delle foreste da 1 miliardo di dollari con la Repubblica democratica del Congo, il governo sta pianificando di revocare una moratoria sulle nuove concessioni di disboscamento che minacciano alcune delle ultime foreste tropicali intatte sulla terra. In una lettera ai paesi donatori, più di 40 ong internazionali e congolesi chiedono che i futuri finanziamenti per la protezione delle foreste nella RdC siano subordinati al rinnovo della moratoria in vigore dal 2002. La revoca del divieto metterebbe a rischio un’area di foresta pluviale grande quanto la Francia, con conseguenti espropri di terre, conflitti sociali e l’esacerbarsi delle crisi climatiche.

Covid-19: la Gran Bretagna non riconosce i vaccini effettuati in Africa

Il direttore del Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, John Nken-ga-song, ha definito “deplorevole” il non riconoscimento, da parte della Gran Bretagna, dei vaccini contro il coronavirus somministrati in Africa. Molti africani sono furiosi e hanno definito la politica discriminatoria. Anche perché, ha fatto notare Nkengasong, il Regno Unito sta inviando vaccini in Africa, ma poi non riconosce coloro che li hanno ricevuti come vaccinati. L’Inghilterra ha annunciato la scorsa settimana che avrebbe ampliato l’elenco dei paesi da cui riconosce i vaccini, aggiungendone altri 17. Nessuno di questi paesi è in Africa, dove il tasso di vaccinazione è ancora molto basso, al di sotto del 4%.

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