(Credit: Who/Oms)

Oggi parliamo delle preoccupazioni per la terza ondata di Covid-19 in Africa, della caduta del governo in Algeria e delle adesioni africane al Trattato internazionale sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro.

Covid-19: l’Africa travolta dalla terza ondata, gravi ritardi sui vaccini

Con circa l’1% della popolazione vaccinata, l’Africa è ancora lontana dal raggiungere un’immunità di gregge nella lotta al Covid-19 mentre una terza ondata del virus e delle sue varianti sta colpendo il continente, “con una gravità per la quale la maggior parte dei paesi non era preparata”.
A lanciare l’allarme è stato ieri il Centro africano per il controllo e la prevenzione delle malattie, secondo il quale almeno 20 paesi sono nel mezzo della terza ondata, con Zambia, Uganda e Repubblica democratica del Congo nei quali le strutture sanitarie sono state sopraffatte.
Il programma Covax per un’equa distribuzione dei vaccini, co-guidato dall’Organizzazione mondiale della sanità, sta pianificando una riorganizzazione dei piani vaccinali, ma con enormi difficoltà nel reperimento e nella distribuzione delle dosi.

Algeria: si dimette il premier, al via domani le consultazioni per un nuovo governo

Il primo ministro algerino Abdelaziz Djerad ha presentato ieri le sue dimissioni e quelle del suo governo al presidente Abdelmadjid Tebboune, all’indomani dell’annuncio dei risultati ufficiali delle elezioni legislative, vinte dal Fronte di liberazione nazionale (Fln) al potere.
In carica dal 28 dicembre 2019, gli era stato rinnovato l’incarico nel giugno 2020 e poi nel febbraio 2021, nonostante sia stato spesso criticato per la gestione della crisi economica e sociale che sta attraversando il paese.
Da domani il presidente inizierà le sue consultazioni per il nuovo esecutivo. Si trova ad affrontare un compito impegnativo perché le elezioni, disertate dal 77% degli aventi diritto, hanno prodotto un’assemblea molto frammentata.
Si devono racimolare 203 voti per avere la fiducia.

Namibia e Somalia ratificano il primo Trattato internazionale su violenza e molestie sul lavoro

La Namibia e la Somalia sono gli unici paesi africani che hanno ratificato il primo Trattato internazionale sulla violenza e le molestie nel mondo del lavoro, che entra in vigore oggi, 25 giugno, due anni dopo la sua adozione.
Secondo l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil), finora, nel mondo, solo altri quattro paesi hanno ratificato la convenzione: Argentina, Ecuador, Fiji e Uruguay.
Il Trattato fornisce tra l’altro la prima definizione internazionale di violenza e molestie nel mondo del lavoro, compresa la violenza di genere.
La violenza e le molestie sul lavoro possono assumere molte forme e causare danni fisici, psicologici, sessuali ed economici.

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