Un'operatrice di Msf assiste un giovane migrante (Credit: lasalleinternational.org)

Oggi parliamo della bozza del nuovo decreto immigrazione in Italia, dell’inchiesta in Francia su presunte complicità di Bnp Paribas in crimini contro l’umanità in Sudan e delle proteste nella Rd Congo contro l’ambasciatore del Rwanda.

Italia, decreto immigrazione: presentata ieri la bozza del nuovo testo

In Italia è stata presentata ieri la bozza del testo che dovrebbe approdare a giorni sul tavolo del Consiglio dei ministri per cancellare i due decreti sicurezza siglati da Salvini. Dal titolo del prossimo decreto immigrazione scompare la parola “sicurezza”, ma restano le multe per le ong che violino il divieto di navigazione.

Si allargano le maglie per accedere alla protezione umanitaria e la possibilità di convertire il permesso di soggiorno in permesso di lavoro. Nove gli articoli, in cui ritorna la formazione linguistica e l’orientamento all’inserimento lavorativo per i richiedenti asilo, così come l’iscrizione anagrafica. Tra le novità, anche il ripristino della possibilità, per i richiedenti, di poter svolgere lavori di utilità sociale.

Sudan: in Francia si indaga su Bnp Patribas, accusata di complicità in crimini contro l’umanità 

La magistratura francese ha aperto un’inchiesta sul colosso bancario Bnp Paribas, accusato di complicità in crimini contro l’umanità compiuti dal regime del deposto presidente Omar El-Bashir nella regione del Darfur. L’indagine fa seguito alla denuncia depositata da nove sudanesi, sostenuti dalla Federazione internazionale per i diritti umani (Fidh).

I querelanti sostengono che, in un caso di violazione delle sanzioni statunitensi, il Dipartimento di giustizia americano ha descritto Bnp Paribas come la banca centrale de facto del Sudan dal 1997 al 2007, perché ha dato al governo sudanese l’accesso ai mercati monetari internazionali e i mezzi per pagare il personale, l’esercito e le forze di sicurezza.

Rd Congo: manifestanti chiedono l’espulsione dell’ambasciatore del Rwanda

Da un mese a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo, si tengono manifestazioni pacifiche davanti alla sede del ministero degli esteri. Cittadini che fanno capo a movimenti come Filimbi chiedono l’espulsione dell’ambasciatore del Rwanda Vincent Karega e la creazione di un tribunale penale internazionale che giudichi i crimini contro l’umanità commessi in Rd Congo dal 1993 al 2003 e già individuati dal Rapporto mapping delle Nazioni Unite, pubblicato nel 2010.

L’ambasciatore, secondo i manifestanti, nega i massacri avvenuti in Sud Kivu (una provincia del nordest) il 24 agosto 1998, attribuiti dal rapporto ai ribelli del Raggruppamento congolese per la democrazia e ai militari rwandesi.