Oggi parliamo dell’allarme Onu per la crisi di generi di prima necessità nella regione etiopica del Tigray, delle denunce contro il capo dell’intelligence dei candidati alla presidenza in Somalia e della rielezione del presidente Roch Marc Christian Kaboré in Burkina Faso.

Etiopia: allarme Onu per carenze “critiche” di generi di prima necessità nel Tigray

Le Nazioni Unite hanno lanciato l’allarme per le carenze di generi di prima necessità, diventate “molto critiche” nella regione del Tigray dove 6 milioni di abitanti rimangono isolati e con la capitale sotto attacco da parte dell’esercito etiopico.

Carburante e denaro contante stanno finendo, più di un milione di persone sono sfollate e il cibo per quasi 100mila rifugiati dall’Eritrea sarà esaurito in una settimana, fa sapere un nuovo rapporto diffuso ieri dall’Onu. Inoltre, più di 600mila persone che dipendono dalle razioni alimentari non le hanno ricevute questo mese, anche per i blocchi stradali che impediscono i rifornimenti dai magazzini di cibo della capitale del Tigray Macallè.

Somalia: candidati alle elezioni presidenziali chiedono le dimissioni del capo dell’intelligence e della commissione elettorale

Mentre l’atmosfera elettorale si riscalda in Somalia, in vista delle elezioni di febbraio, 14 candidati presidenziali hanno chiesto ieri le dimissioni del direttore dei servizi segreti (National Intelligence and Security Agency – NISA), Fahad Yasin, accusandolo di essere schierato a favore della rielezione del presidente uscente, Mohamed Abdullahi Farmajo.

I candidati, tra cui gli ex presidenti Hassan Sheikh Mohamud e Sharif Sheikh Ahmed, chiedono inoltre lo scioglimento della commissione elettorale, la Federal Indirect Elections Team (FIET), accusata di essere pesantemente infiltrata da agenti dell’intelligence, mascherati da funzionari elettorali.

Burkina Faso: rieletto per un secondo mandato alla presidenza Roch Marc Christian Kaboré

Ormai sono chiari i risultati delle presidenziali che si sono svolte domenica scorsa in Burkina Faso. Ha vinto al primo il capo di stato uscente, Roch Marc Christian Kaboré, con il 57,87% dei consensi. “Sarò il presidente di tutti” il commento a caldo di Kaboré sul suo profilo Twitter.

Stando ai dati diffusi dalla Commissione elettorale indipendente, l’affluenza è stata del 50,79%, ben al di sotto del 60% registrato nel 2015. A scoraggiare gli elettori ha contribuito l’insicurezza nelle regioni del nord, dove si sono intensificati gli attacchi dei gruppi armati. Oltre 1.200 seggi sono rimasti chiusi. Dall’ufficializzazione dei dati della Commissione elettorale, gli sfidanti hanno sette giorni per ricorrere alla Corte costituzionale o al Consiglio di Stato.