Oggi parliamo della liberazione dell’ex presidente del Mali Keita da parte della giunta militare, del crollo economico denunciato dalla Banca centrale tunisina, dovuto alla difficoltà del settore turistico e delle 40mila persone scomparse in Africa, secondo i dati diffusi dalla Croce Rossa.

Mali: la giunta militare libera l’ex presidente

 Arrestato il 18 agosto, l’ex presidente Ibrahim Boubacar Keïta è stato liberato ieri dalla giunta militare. Al tempo stesso, si è appreso che suo figlio Karim, che aveva dato le dimissioni da presidente della commissione della difesa del parlamento, è riuscito a lasciare il paese per la vicina Costa d’Avorio. Ora il presidente Keita si trova nella sua residenza a Bamako, dove può ricevere visite. Ieri ha incontrato il rappresentante della Minusma, la missione Onu in Mali, Mahamat Saleh Annadif. La sua liberazione era stata richiesta dalla comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (CEDEAO), che si dice pronta ad accettare un periodo di transizione di un anno prima di nuove elezioni e non di tre come inizialmente richiesto dai militari. Una soluzione rapida è fondamentale per togliere al paese le diverse sanzioni economiche che rischiano di asfissiarlo.

 Tunisia: crollo economico nel settore turistico

La Banca centrale tunisina rende nota l’entità del crollo economico del paese, dovuto alla mancanza di entrate derivanti dal turismo. Dall’inizio dell’anno fino al 20 di agosto, si registra un meno 60%. Le entrate passano dai 3,3 miliardi di dinari dello scorso anno agli 1,3 del 2020 (cifra che corrisponde a quasi 402milioni di euro). Un calo dovuto, spiega l’istituto tunisino, alla crisi da coronavirus. Il premier tunisino Hichem Mechichi, in attesa del voto di fiducia alla sua squadra di governo di tecnici, previsto per il 1° settembre, afferma che “le priorità di questo governo sono fermare le perdite delle finanze pubbliche, limitare il deterioramento del potere d’acquisto dei cittadini e ripristinare la fiducia degli investitori”.

Africa: 40mila desaparecidos in un anno

In Africa, in un anno, si sono perse le tracce di almeno 40mila persone che a oggi risultano scomparse. 20mila solo nella regione del nord-est della Nigeria, teatro di attacchi e rapimenti dei jihadisti di Boko Haram. L’alto numero di desaparecidos africani è stato diffuso dal Comitato internazionale della Croce Rossa. Le scomparse hanno varie motivazioni, prima fra tutte i conflitti che durano da anni, come in Etiopia, Somalia, Repubblica democratica del Congo, Libia e Camerun. A questi desaparecidos si aggiunge un numero non precisato di chi scompare lungo la rotta migratoria che attraversa il Sahara per arrivare in Libia e attraversare il Mediterraneo con destinazione finale l’Europa. Secondo Unhcr sarebbero almeno 302 i migranti che hanno perso la vita nel mare nostrum da inizio dell’anno.