Oggi parliamo di nuovi finanziamenti europei alla Turchia per il blocco dei migranti, dei rimpatri di stranieri dai Cpr effettuati quest’anno dall’Italia e del via libera definitivo alla legge contro le mine anti-uomo.

Turchia: L’Ue estende fino al 2023 il pacchetto di finanziamenti per il blocco dei migranti

Mentre il papa si trova a Cipro e domenica andrà in visita a Lesbo, nel campo dei rifugiati, l’Unione europea ha deciso di estendere fino all’inizio del 2023 l’Emergency Social Safety Net, con 325 milioni di euro addizionali alla Turchia. Il Commissario europeo per la gestione delle crisi, Janez Lenarcic, ringraziando la Turchia per “l’ospitalità e la collaborazione”, ha lodato l’accordo tra Ankara e Bruxelles del 2016, con cui l’Ue ha stanziato 6 miliardi per bloccare i migranti in territorio turco. Un accordo rifinanziato lo scorso anno con altri 3 miliardi di euro fino al 2024. Un sostegno al contenimento dei migranti destinato ad arrivare a quasi 10 miliardi. Cifra mai stanziata prima a nessun paese cosiddetto ospitante. In Turchia, a oggi, sono presenti quasi 5 milioni di migranti.

Italia: rimpatriati circa la metà dei 4.489 migranti transitati nei Cpr da inizio anno

Dal 1° gennaio al 15 novembre sono 4.489 le persone straniere transitate nei Cpr (centri per il rimpatrio) italiani e 2.231 quelle effettivamente rimpatriate. Nel 71,8% dei casi in Tunisia. Secondo i dati diffusi dal garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Mauro Palma, oltre la metà dei migranti rimpatriati, il 54,9%, di fatto proveniva da quel paese. Ma c’è anche un 16,62% che è stato dimesso senza essere identificato allo scadere del termine. Questi numeri, secondo Palma, pongono “seri interrogativi circa la legittimità di un trattenimento finalizzato a un obiettivo che nella metà dei casi non viene raggiunto”. Una privazione della libertà, dunque, “ingiustificata e fine a se stessa.

Italia: via libera definitivo alla legge contro le mine anti-uomo

La Camera dei deputati ha approvato ieri all’unanimità la legge per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di ordigni anti-uomo e di munizioni e sub-munizioni a grappolo. L’approvazione della legge rappresenta un passo avanti verso l’eliminazione di questi ordigni. In Italia la campagna per la loro messa al bando è iniziata nel 1997, promossa da Emergency. Dodici paesi, tra cui Stati Uniti, Cina e Russia, non hanno ancora rinunciato alla futura fabbricazione di mine, mentre 16 paesi producono bombe a grappolo. Le nazioni più colpite da settembre 2019 a ottobre 2020 sono state Afghanistan, Colombia, India, Libia, Myanmar e Pakistan. Nel 2019, sono state 5.554 le vittime di mine o residuati bellici esplosivi. L’80% erano civili, il 43% bambini.

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