Sudan, proteste a Khartoum (Credit: vaticannews.va)

Oggi parliamo delle manifestazioni di protesta in corso da giorni in Sudan, delle contestate elezioni presidenziali di domani in Costa d’Avorio e dell’abolizione della legge sulla diffamazione a mezzo stampa in Sierra Leone. 

Sudan: non si fermano le proteste dopo il rincaro del prezzo del carburante

Continuano le proteste a Khartoum e nelle principali città del Sudan, rafforzate dopo che martedì il ministero dell’Energia ha raddoppiato il prezzo del carburante nel tentativo di ridurre un deficit di bilancio e fermare il contrabbando. Nella capitale le proteste erano iniziate la scorsa settimana per chiedere riforme democratiche.

Domenica la polizia ha ucciso un manifestante e ne ha ferito altri 14, fa sapere il Comitato centrale dei medici del Sudan. Mercoledì sera i manifestanti avevano bloccato gli accessi ai due principali ponti della capitale. Il prezzo del carburante in Sudan si è quadruplicato in due anni e ha contribuito a innescare proteste di massa che nel 2019 hanno portato alla cacciata dell’ex presidente Omar El-Bashir.

Costa d’Avorio: elezioni presidenziali domani in un clima di alta tensione

Vigilia elettorale carica di tensione in Costa d’avorio. Domani si vota per la più alta carica dello stato e il presidente uscente Alassane Ouattara corre per il terzo mandato, mentre il grosso dell’opposizione invita gli ivoriani a boicottare le urne. Secondo i leader dei due maggiori partiti di opposizione, Konan Bédié e Affi N’Guessan, la candidatura di Ouattara non è legittima perché la Costituzione prevede solo due mandati consecutivi.

Nel corso della campagna elettorale si sono verificati scontri intercomunitari che hanno causato una trentina di morti. Per assicurare che l’appuntamento elettorale si svolga in sicurezza, il governo ha annunciato che saranno dispiegati 35mila uomini delle forze dell’ordine. Il paese dell’Africa occidentale conta 25 milioni di abitanti, tre quarti dei quali sotto i 35 anni di età, e una sessantina di etnie.

Sierra Leone: abrogata la legge sulla diffamazione a mezzo stampa

Il presidente della Sierra Leone, Julius Maada Bio, ha abrogato una legge sulla diffamazione in vigore da 55 anni e che è stata utilizzata per incarcerare i giornalisti. «Non si può avere una democrazia solida senza un giornalismo libero», ha dichiarato il capo dello stato a Bbc Newsday dopo la firma dell’atto. Maada Bio ha ammesso che questa abrogazione creerà certamente dei problemi nel paese.

Ma la sua cancellazione era indispensabile e «questi problemi appartengono al contesto democratico entro il quale dobbiamo vivere». Il mondo dei media sierraleonesi ha definito la decisione presidenziale un «momento spartiacque» nella storia del paese e in alcuni casi hanno parlato perfino di “Giornata della Liberazione”. Un atto in controtendenza rispetto a scelte censorie di molti paesi africani.