Rifugiati eritrei in Sudan

Oggi parliamo di nuovi blocchi della frontiera tra Etiopia Sudan, dell’intervista di Nigrizia al vescovo emerito di Lomé, in Togo, e della creazione di un tribunale speciale per le violenze di genere in Sud Sudan.

Etiopia: nuova chiusura del confine con il Sudan blocca il transito di rifugiati dal Tigray 

Le forze della regione ribelle del Tigray avrebbero chiuso nuovamente il passaggio verso la città sudanese di Hamdayet, impedendo ai profughi di attraversare il confine. I rifugiati etiopici in Sudan sono oltre 46mila con centinaia di minori non accompagnati, avverte Save the Children.

Intanto ieri la Commissione etiopica per i diritti umani (EHRC) ha chiesto al governo di ripristinare “le telecomunicazioni e la fornitura di servizi di base”, e di consentire “indagini indipendenti e trasparenti su gravi violazioni dei diritti umani” nel Tigray. Reporter senza frontiere chiede la liberazione di 6 giornalisti arrestati dall’inizio del conflitto. Il primo ministro Abiy Ahmed ha intanto annunciato l’avvio di consultazioni con i partiti e la società civile per stabilire la data delle elezioni, nel 2021.

Togo: un video con l’intervista di Nigrizia a Monsignor Kpodzro infiamma la società civile

L’intervista di martedì scorso di Nigrizia a Monsignor Kpodzro, vescovo emerito di Lomé, in Togo, ha suscitato diverse reazioni nel paese dominato dalla famiglia Gnassingbé da oltre 50 anni. Le parole del vescovo, che rivendica la vittoria dell’oppositore Agbeyomé Kodjio alle elezioni del 22 febbraio, hanno infatti entusiasmato la lotta della società civile al punto da essere riprese all’interno di un video che sta circolando in Togo.

Le opposizioni chiedono la liberazione degli attivisti Gerard Djussou e di Brigitte Adjamagbo-Johnson arrestati la settimana scorsa. Ieri 48 associazioni togolesi che costituiscono l’Organizzazione di difesa dei diritti delle donne, hanno chiesto un incontro con il procuratore capo del Tribunale di Lomé per chiarire i capi di imputazione contro Brigitte.

Sud Sudan: istituito a Juba il primo tribunale speciale per le violenze di genere

Il governo del Sud Sudan, in collaborazione con l’agenzia delle Nazioni Unite per lo sviluppo, ha istituito giovedì nella capitale Juba il primo tribunale speciale per gestire i casi di violenza di genere che continuano ad un ritmo elevato nel paese.

Le autorità sud sudanesi e il Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione, stimano che dal 1° gennaio al 30 settembre siano stati registrati 6.295 episodi di violenza contro le donne. Una cifra largamente sottostimata, in quanto la maggioranza delle donne che subiscono violenza non denuncia. La magistratura sud sudanese ha finora trattato quasi 670 casi di violenza sessuale che hanno portato a 12 condanne.