Oggi parliamo della mobilitazione dei parlamentari francesi per la liberazione dell’attivita Shaath in Egitto, dello studio del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie sulla maggiore esposizione al Covid dei migranti in Europa e della sospensione da parte della Francia delle operazioni militari congiunte con l’esercito maliano in seguito all’ennesimo colpo di Stato nel paese.

Egitto: la Francia di mobilita per la liberazione dell’attivista Ramy Shaath in carcere da quasi due anni

Oltre 180 parlamentari francesi di tutte le aree politiche hanno pubblicato una lettera aperta al presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi per chiedere il rilascio dell’attivista egiziano-palestinese Ramy Shaath, imprigionato da quasi due anni. Shaath è una figura rilevante della rivoluzione del 2011 e coordinatore in Egitto del movimento favorevole al boicottaggio di Israele. È stato arrestato il 5 luglio 2019 con l’accusa di voler fomentare «disordini contro lo stato». Sua moglie, la francese Céline Lebrun, è riuscita a fuggire a Parigi. La detenzione preventiva di Ramy Shaath è stata rinnovata 23 volte senza alcuna prova o accusa. Nell’aprile del 2020 il suo nome è stato aggiunto all’elenco egiziano di “entità e individui terroristi”. Una storia che rimanda a quella di Zaki, studente a Bologna, che compirà i suoi 30 anni nel carcere di Tora e la cui richiesta di cittadinanza italiana è ancora ferma in parlamento.

Migranti in Europa: più esposti al Codid-19 a causa delle condizioni di vita e di lavoro

Le persone migranti in Europa soffrono maggiormente il contagio e gli effetti del coronavirus. A sostenerlo, e a ribadire l’urgenza di stabilire buone pratiche per garantire le vaccinazioni anche a costoro, è il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie. Lo studio, pubblicato ieri, sottolinea che le cause sono le condizioni sociali di vita e di lavoro: la maggiore precarietà, il maggior utilizzo dei mezzi pubblici, gli alloggi sovraffollati, soprattutto in centri di accoglienza, e le barriere all’accesso alla sanità pubblica, per mancanza di documenti e informazioni o difficoltà linguistiche. Un appello, quello alle vaccinazioni, già portato avanti, lo scorso maggio, dalla Società italiana di medicina delle migrazioni, che denunciava l’impossibilità di accesso al vaccino dei migranti presenti in Italia.

Mali: Parigi sospende le operazioni militari congiunte con l’esercito maliano

La Francia ha deciso di sospendere temporaneamente le operazioni militari congiunte con l’esercito del Mali, in attesa di garanzie sull’approdo della transizione politica che dovrebbe portare il paese al voto nel febbraio 2022 e riconsegnare il potere ai civili. Il paese saheliano, che ha un ruolo chiave nella lotta anti jihadista che vede Parigi impegnata con oltre 5000 militari, ha conosciuto due colpi di stato in 9 mesi: il primo, il 18 agosto 2020, ha defenestrato il presidente Boubacar Keita; il secondo, il 24 maggio scorso ha interrotto la transizione con l’arresto del presidente Ba Ndaw e del primo ministro Moctar Ouane. Protagonista di entrambe le azioni il colonnello Assimi Goita che ha ora assunto le funzioni di presidente e tenta di rassicurare la comunità internazionale affermando che le elezioni di terranno nei tempi previsti.