Il cardinale Christian Tumi, sequestrato ieri in Camerun da uomini armati (Credit: cameroonpeople.blogspot.com)

Oggi parliamo del sequestro in Camerun del cardinale Christian Tumi, delle prigioni segrete del Ciad e del fallimento dei decreti Salvini in Italia. 

Camerun: rapiti nelle zone anglofone il cardinale Tumi e un capo tradizionale 

Sequestrato ieri pomeriggio nel nordovest anglofono del Camerun, sarebbe stato liberato la notte scorsa il cardinale Christian Tumi, 90 anni, arcivescovo emerito di Douala. La notizia del suo rilascio è stata però smentita oggi dal sito Vatican News. Nel rapimento, avvenuto sulla strada tra Mabenda e Kumbo, è stato coinvolto anche il capo tradizionale Fon di Nso.

L’azione è da attribuire, secondo fonti locali, a un commando armato di separatisti anglofoni che non tollerano l’impegno del porporato a favore della riapertura delle scuole e allo svolgimento regolare delle lezioni. I separatisti puntano infatti a destabilizzare proprio il mondo della scuola: martedì scorso hanno rapito una decina di insegnanti, rilasciati ieri, e il 24 ottobre hanno ucciso otto bambini, allievi della scuola bilingue internazionale Mother Francisca. Il 6 dicembre sono previste nel paese le elezioni regionali che non si tengono da 24 anni.

Ciad: denunciata l’esistenza di almeno 10 carceri segrete

Ci sono nel Ciad del presidente Idriss Deby, al potere da trent’anni, almeno 10 prigioni segrete. Sono utilizzate dall’Agenzia nazionale di sicurezza per rinchiudere persone sospettate di terrorismo o di appartenere a gruppi ribelli. Lo afferma un’inchiesta della Convenzione ciadiana di difesa dei diritti dell’uomo, secondo la quale le condizioni della detenzione sono «inumane e il cibo insufficiente», e inoltre non sono garantire le cure mediche.

Il ministro della giustizia non ha negato l’esistenza di queste prigioni, ha tacciato di disinformazione gli autori dell’inchiesta e ha giustificato l’utilizzo di queste strutture, esterne al sistema carcerario, per ragioni di sicurezza. L’inchiesta sostiene che alcuni dei detenuti sono sotto custodia da tre anni e ancora non sono stati chiamati a giudizio.

Migranti: rapporto ActionAid e Openpolis sul sistema dell’accoglienza

Il decreto sicurezza del 2018 ha portato alla distruzione del sistema di accoglienza diffusa per le persone migranti. E, incentivando i centri di grandi dimensioni, ha amplificato i rischi di contagio da coronavirus. È questa la denuncia del rapporto Il sistema a un bivio, pubblicato ieri da ActionAid e Openpolis.

A due anni dalla normativa, voluta dall’ex ministro Salvini, numeri alla mano, le criticità strutturali del sistema accoglienza si sono aggravate. Quasi sparite le piccole realtà di accoglienza che hanno dovuto rinunciare a partecipare ai bandi. Sono cresciuti invece enti con dichiarato scopo di lucro. Realtà disposte a gestire macro-strutture ridotte a dormitori, diventate terreno fertile per il contagio.