(Credit: afro.who.int)

Oggi parliamo dei ritardi nelle vaccinazioni anti Covid in Africa, di detenzioni arbitrarie di donne e bambini nella regione Oromo in Etiopia e della condanna della Cpi nei confronti di un ex capo del Lra in nord Uganda.

Covid-19: Africa in grave ritardo nei programmi di vaccinazione

L’Africa rischia una nuova ondata di contagi da Covid-19 a causa dei gravi ritardi, rispetto al resto del mondo, nei programmi di vaccinazione. L’allarme arriva dall’ufficio dell’Organizzazione mondiale della sanità con sede in Congo-Brazzaville.
Dai dati dell’Oms il continente rappresenta l’1% delle dosi di vaccino somministrate: solo qualche settimana fa era il 2%. Fino a oggi, solo la metà delle 37 milioni di dosi ricevute dall’Africa sono state somministrate.
Le prime consegne di vaccini attraverso il canale Covax (che punta ad assicurare l’accesso ai vaccini anch4e ai paesi poveri) sono iniziate all’inizio di marzo e hanno riguardato 41 paesi. Di questi, 9 hanno somministrato meno di un quarto delle dosi ricevute e 15 meno della metà.

Etiopia: rapporto denuncia detenzioni arbitrarie di donne e minori nella regione Oromo

Un rapporto della Commissione etiopica per i diritti umani (Ehrc) rivela che tra novembre e gennaio la polizia della regione Oromo ha trattenuto un gran numero di persone, compresi neonati e bambini, senza accuse, in stazioni di polizia “antigieniche e sovraffollate” in tutta la regione.
L’organizzazione afferma che bambini di età compresa tra i 5 mesi e i 10 anni sono stati trattenuti insieme alle madri e che minori di appena 9 anni erano detenuti con gli adulti in “condizioni disastrose”, senza accesso all’acqua, alle cure mediche o ai servizi igienici, e con scarsità di cibo.
Intanto ieri il parlamento ha ratificato l’inserimento del Fronte di liberazione oromo (Olf-Shene) e del Fronte popolare di liberazione del Tigray (Tplf) nell’elenco delle organizzazioni terroristiche.

Uganda: condannato dalla Cpi a 25 anni di carcere un ex capo del Lra

Dominic Ougwen, ex bambino soldato diventato capo del gruppo ribelle ugandese Esercito di liberazione del Signore (Lra), è stato condannato dalla Corte penale internazionale dell’Aia a 25 anni di prigione per crimini di guerra e contro l’umanità commessi tra il 2002 e il 2005 nel nord dell’Uganda.
Dei 70 capi d’accusa a suo carico è stato riconosciuto colpevole di 61. Le vittime avevano chiesto il carcere a vita.
Ma la Corte ha tenuto conto delle circostanze «personali» dell’accusato: Ougwen era stato rapito all’età di nove anni dai ribelli di Joseph Kony e trasformato in una macchina da guerra. Ougwen ha avuto modo di raccontare in aula la sua storia di bambino soldato, un racconto che i giudici hanno definito «coerente e ben strutturato».