Un centinaio di jihadisti scarcerati in Mali (Foto: facebook)

Oggi parliamo delle preoccupazioni dell’Algeria per la scarcerazione in Mali di prigionieri jihadisti, delle critiche all’accordo Italia-Tunisia sul blocco di migranti e sulla percezione del fenomeno migratorio nel nostro paese.  

Algeria: preoccupa la scarcerazione di terroristi jihadisti in Mali

Le autorità algerine si sono mostrate molto preoccupate per la scarcerazione di un centinaio di terroristi islamisti dalle prigioni del Mali. Liberazione che ha facilitato il rilascio, da parte dei gruppi terroristici, del leader dell’opposizione Soumaïla Cissé e degli ostaggi Sophie Pétronin, padre Pier Luigi Maccalli e Nicola Chiacchio.

Secondo funzionari algerini, citati da JeuneAfrique, «questa azione scoordinata dei maliani rischia di destabilizzare ulteriormente il nord del paese, in preda a una vera guerra tra le fazioni terroristiche, le autorità e le forze della coalizione francese di Barkhane e quelle dell’Onu di Minusma». Un’area, quella del nord del Mali, dai confini porosi con l’Algeria, dove sono ancora frequenti i passaggi illegali non solo di terroristi, ma anche di armi e di merci di contrabbando.

Tunisia: tre ong contestano l’accordo con l’Italia per il blocco delle partenze di migranti

Il Forum tunisino per i diritti socioeconomici, l’Associazione di studi giuridici sull’immigrazione e gli Avvocati senza frontiere hanno criticato la presunta «esternalizzazione del controllo alle frontiere della Tunisia». Secondo queste organizzazioni, tale processo implicherebbe violazioni sistematiche dei cittadini stranieri, in particolare il diritto di richiedere asilo politico.

Le tre ong hanno chiesto l’accesso al contenuto dell’accordo siglato lo scorso 17 agosto tra Tunisia e Italia. L’accordo prevede fondi italiani a Tunisi per 11 milioni di euro per il rafforzamento dei controlli alle frontiere e la formazione delle forze di sicurezza, finalizzata a impedire la partenza dei migranti e a intercettare le imbarcazioni nelle acque territoriali tunisine.

Italia, l’immigrazione percepita come un problema: le responsabilità dei media

Un italiano su 4 pensa che l’immigrazione sia un problema in Italia. Ma solo 1 su 10 lo ritiene tale nel proprio comune. È la distanza a cambiare la percezione del fenomeno migratorio. E la narrazione che si fa. Sono queste le conclusioni dei due rapporti di Ipsos e Osservatorio di Pavia realizzati per la onlus We World e presentati ieri mattina a Bologna.

Due indagini che puntano il dito sui media incentrati nel racconto della migrazione senza la presenza dei protagonisti. Nel 70% dei notiziari presi in esame, i migranti sono oggetto. E i macrotemi sono due: gli atti di razzismo e i diritti dei migranti. Terzo posto gli sbarchi. Quasi del tutto assenti le storie positive e di inclusione. “Sottolineare solo numeri e dati non fa che aumentare gli stereotipi e contribuire a una percezione distorta del fenomeno”.