Deserto algerino
Il maltempo ha provocato feriti e danneggiato scuole, asili e centri sanitari. 1400 famiglie senza riparo. Appello della Mezzaluna Rossa Sahrawi.

È grave il bilancio del forte temporale che domenica notte si è abbattuto sulla tendopoli di “El Aiun”, una delle quattro grandi concentrazioni che formano i campi profughi sahrawi nel deserto algerino. Pioggia e vento hanno causato 10 feriti, di cui tre ricoverati nell’ospedale nazionale sahrawi in gravi condizioni.

Pesanti anche i danni materiali: distrutte oltre 600 case di mattoni di sabbia e abbattute centinaia di tende. Complessivamente oltre 1400 famiglie sono rimaste senza riparo. Scuole, asili, l’ospedale regionale, centri sanitari, e il centro amministrativo della tendopoli sono stati distrutti o seriamente danneggiati.

Il disastro ha provocato la perdita, oltre ai beni delle famiglie, di importanti quantità di riserve alimentari, e di equipaggiamenti diversi. L’impatto è amplificato dalla situazione di precarietà che i profughi sahrawi vivono da molti anni. Il popolo sahrawi (circa 550mila persone di cui 165mila profughi in Algeria) si batte da oltre 40 anni per scrollarsi di dosso il potere coloniale del Marocco e per poter effettuare un referendum di autodeterminazione che consentirebbe al Sahara Occidentale, oggi occupato in parte da Rabat, di diventare una nazione.

Per questo motivo la Mezzaluna Rossa Sahrawi (Mlrs), partner degli organismi internazionali e delle associazioni per la distribuzione degli aiuti alla popolazione sahrawi, ha lanciato un appello urgente per venire incontro alle necessità delle popolazioni colpite. Per avere ulteriori informazioni: Associazione nazionale di solidarietà con il popolo sahrawi.

Non è la prima volta che i campi profughi sahrawi subiscono le conseguenze di eventi climatici estremi. Il più grave si è verificato nel febbraio 2006, quando piogge torrenziali investirono per alcuni giorni l’insieme dei campi profughi lasciando oltre 12.000 famiglie senza riparo e distruggendo o danneggiando il 50% delle strutture collettive.