Kenya

Le scuole hanno riaperto in Kenya all’inizio di maggio, dopo un mese di interruzione alla fine del primo trimestre di quest’anno, ma non ovunque.

Nella contea di Garissa più di 400 insegnanti, provenienti da altre regioni del paese, non si sono presentati ai loro posti di lavoro. La situazione è anche più preoccupante in altre contee di confine con la Somalia, dove solo i presidi sono tornati a scuola.

Gli insegnanti temono l’insicurezza nella zona, testimoniata fin troppo bene proprio dall’assalto all’università di Garissa all’inizio di aprile, che ha fatto almeno 148 morti. Già l’anno scorso nella zona 28 persone erano state uccise nell’attacco a un autobus diretto a Nairobi; la maggioranza erano insegnanti non musulmani che tornavano a casa per le vacanze dopo l’ultimo trimestre del 2014. Già allora gli insegnanti avevano minacciato di non tornare al lavoro.

Nella vasta regione del nord est del Kenya la paura di altri attacchi dei militanti del gruppo terroristico AlShabaab paralizza la vita sociale ed economica, soprattutto nei settori dove ci si deve avvalere di persone non originarie della zona, come è appunto l’istruzione, afferma, Abdi Moulid, presidente dell’associazione dei presidi, che ha chiesto di assumere temporaneamente anche personale non qualificato per coprire i buchi nell’organico.

Il sistema scolastico in tutta la regione ha subito un duro colpo a causa dei ripetuti attacchi terroristici. Anche l’università è ancora chiusa e pare che non riaprirà per un lungo periodo, privando i giovani locali dell’unica possibilità di competere alla pari con quelli di altre zone del paese. (Daily Nation)