Nel novembre scorso un gruppi di militari ha tentato un colpo di stato
Il nuovo esecutivo è formato da 31 ministri, tra cui 5 donne, tutti esponenti della maggioranza. Lotta alla corruzione e alla povertà le sue priorità. Ma anche la riforma dell’esercito.

Il primo ministro della Guinea-Bissau, Carlos Gomes Junior, ha annunciato giovedì sera la formazione del nuovo governo: 31 membri, tutti appartenenti al Partito africano per l’Indipendenza della Guinea e Capo Verde, vincitore alle elezioni parlamentari di novembre, che detiene 67 deputati su 100. La nuova squadra è composta di 21 ministri e 10 segretari di Stato, e comprende anche cinque donne, tra cui il ministro degli Esteri.

Il nuovo premier aveva promesso di aprire all’opposizione, ma, dopo una riunione dei dirigenti del suo partito, ha infine optato per un team composto esclusivamente da membri dell’ex partito unico. Il giuramento del nuovo governo si svolgerà oggi, ma entrerà in carico il 14 gennaio prossimo.

Gomes Junior, 59 anni, è il quinto premier nel paese in 3 anni, è già stato primo ministro dall’aprile 2004 fino al settembre 2005, prima di essere licenziato dal presidente Nino Vieira, con il quale ha sempre avuto rapporti difficili. La formazione del suo governo ha dovuto rispettare le varie esigenze delle diverse correnti del partito, ma secondo analisti locali alcuni ministeri chiave, come quello della Difesa, degli interni e delle Finanze rappresentano la nuova linea politica.

 

Le priorità del nuovo governo saranno inevitabilmente la lotta alla povertà e alla corruzione: la Guinea Bissau è uno tra i principali snodi del traffico di droga tra l’America latina e l’Europa, e la politica è coinvolta nel commercio ad alto livello. Ma l’esecutivo dovrà anche affrontare i problemi economici e sociali rimasti sospesi: i funzionari pubblici non ricevono lo stipendio da mesi. Inoltre dovrà affrotnare la riforma dell’esercito, troppo grande per il piccolo paese africano e decisamente fuori dal controllo politico, come ha dimostrato il fallito colpo di stato contro il presidente Vieira nel novembre scorso.