Economia

In questi anni è cresciuta la ricchezza nazionale. Ma è stata mal ridistribuita. Le disuguaglianze sociali e l’opaca gestione delle istituzioni sono la causa dell’aumento delle povertà.

Il cammino di 50 anni d’indipendenza del Kenya è contrassegnato da successi, fallimenti e controversie in diversi ambiti, dalle infrastrutture alle innovazioni tecnologiche, dalla rappresentanza democratica alle riforme istituzionali e soprattutto nella qualità della vita.

Non si può negare che il Kenya abbia intrapreso la via della crescita. Ciò è evidente dall’incremento degli indici nazionali di ricchezza – il Prodotto interno lordo – e dal reddito medio pro-capite dei kenyani.

Sorprendentemente, l’aumento di quest’ultimo è avvenuto a tassi più bassi rispetto al Pil, per cui la domanda è legittima: la popolazione kenyana ha oppure no beneficiato della crescita economica in questi 50 anni? La risposta è, al tempo stesso, un sì e un no.

La crescita economica ha come fine la qualità della vita delle persone e non si può limitare a una semplice contabilità dei beni di cui la gente può usufruire, disporre o a cui può accedere. I frutti di questo sviluppo, dall’indipendenza a oggi, si possono evidenziare in sei settori.

La speranza di vita. È cresciuta costantemente: da 46 anni nel 1962 a 63 nel 2012. Ciò dimostra come la qualità della vita in senso lato e, cosa ancora più importante, l’investimento sul capitale umano siano migliorati nell’arco degli anni. Molto è dovuto al progresso del sistema sanitario, a partire dall’aumento del personale medico, alla crescita degli indici di immunizzazione fino alle campagne congiunte di assistenza sanitaria preventiva. Si tenga conto che la speranza di vita è cresciuta nonostante l’incidenza del tasso dell’Hiv/Aids nella popolazione adulta. Dato, quest’ultimo, che sta comunque migliorando: dalle ultime rilevazioni, infatti, il tasso è diminuito significativamente.

L’alfabetizzazione. Tra i giovani sotto i 14 anni il livello di alfabetizzazione è salito dal 54% del 1973 all’87% circa del 2010. Un miglioramento che ha garantito persone qualificate per l’economia kenyana. La speranza è che questi alti livelli restino una priorità anche nel mondo d’oggi, dominato dalla tecnologia e in continuo cambiamento.

La disoccupazione. È diminuita. I disoccupati sono scesi dal 50% del 1998 al 40% del 2008. La maggior parte dei nuovi posti di lavoro è generata dal settore informale, che ha fortemente beneficiato della politica del governo centrale di sostegno agli investimenti start-up per giovani.

La telefonia mobile. L’indice di diffusione dei cellulari è balzato dall’1,76% del 2001 al 64% del 2009. Lo straordinario incremento è avvenuto contestualmente allo sviluppo nel campo delle innovazioni tecnologiche. Oggi, ad esempio, le transazioni bancarie avvengono tramite cellulare. Il servizio bancario di telefonia mobile M-PESA ha completamente rimpiazzato i metodi tradizionali. (…)

 

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