Una rivoluzione che non si sa vedere e contare - Nigrizia
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L'aria che tira / Maggio 2026
Una rivoluzione che non si sa vedere e contare
I pannelli solari nei paesi poveri sono tre volte più diffusi di quanto certifichino i dati ufficiali. I numeri reali restano nell'ombra
12 Maggio 2026
Articolo di Gianni Silvestrini, direttore scientifico di Kyoto Club
Tempo di lettura 2 minuti

Questo articolo è uscito nel numero di Nigrizia di maggio 2026.

«Si è a lungo sostenuto che l’unica strada per lo sviluppo economico passi attraverso i combustibili fossili. Ma l’attuale crisi energetica ha nuovamente messo in luce la fragilità di tale percorso, soprattutto per le economie emergenti che spendono miliardi ogni anno per le importazioni di combustibili», sostiene Ember, think tank globale sull’energia e il clima con sede nel Regno Unito.

«La differenza, oggi, è che esiste un percorso di sviluppo alternativo credibile: le tecnologie elettriche sono ora più economiche, ampiamente disponibili, facilmente scalabili e offrono la prospettiva di indipendenza e abbondanza energetica per alimentare la crescita».

La crisi determinata dall’attacco di Usa e Israele all’Iran deve tra l’altro far riflettere sulla necessità di accelerare l’abbandono dai fossili.

In realtà un cambiamento è già in atto ma non viene adeguatamente registrato nelle statistiche. Infatti, ci sono dati non contabilizzati: ad esempio, i piccoli pannelli solari installati su balconi e tetti non vengono quasi mai registrati nelle statistiche nazionali.

Il divario tra i pannelli importati e la capacità ufficialmente dichiarata è ampio e in aumento. In otto dei dieci paesi poveri analizzati da Ember, le importazioni cumulative di pannelli solari a partire dal 2017 sono almeno tre volte superiori alla capacità installata registrata nelle statistiche ufficiali più recenti. Il motivo è economico. Dieci anni fa, un impianto solare non risultava competitivo, mentre ora si impone sempre di più.

Nel 2019, i sistemi solari off-grid con accumulo a batteria avevano senso solo per le località più remote, oltre i 400 chilometri dalla rete. Nel 2026, bastano poche decine di chilometri per rendere solare e batterie più convenienti di qualsiasi allaccio. Con il continuo calo dei costi, entro un decennio questi sistemi saranno probabilmente la scelta più economica praticamente per tutti i paesi africani.

Lo stesso andamento si manifesta nei trasporti. In gran parte del mondo in via di sviluppo i veicoli elettrici a due ruote costano attualmente meno rispetto ai modelli a benzina. Una volta acquistati, i costi di gestione sono una frazione di quelli di esercizio: i motori elettrici sono tre volte più efficienti dei motori a benzina.


Sistemi solari off‑grid

(o “fuori rete”) sono impianti fotovoltaici progettati per funzionare in modo completamente autonomo, senza collegamento alla rete elettrica nazionale. È un sistema che non immette energia in rete e non si appoggia al servizio elettrico pubblico: produce e usa l’energia solo in loco

 

 

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