Leone XIV in Angola: tre giorni di fede, comunione e speranza
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Cattolici e non solo in grande attesa per la visita del papa, la terza di un pontefice nel paese dopo quella di Giovanni Paolo II nel 1992 e di Benedetto XVI nel 2009
Leone XIV in Angola: tre giorni storici di fede, comunione e speranza
Sul piano sociale ci si aspetta nuova attenzione sulla missione cardine delle scuole e delle università cattoliche, ma anche uno sprone alle autorità per la lotta alla diffusa povertà. Sul piano politico si riaffermano, rafforzano e approfondiscono i legami di amicizia, solidarietà e cooperazione tra lo stato angolano e quello del Vaticano
17 Aprile 2026
Articolo di José Katito, Univesidade de Luanda
Tempo di lettura 6 minuti

Fede, comunione e speranza per la chiesa e la società angolana sono le prime parole che si leggono sul sito della Conferenza episcopale dell’Angola e São Tome e Príncipe (CEAST), in vista della visita di papa Leone XIV, in viaggio nel paese da domani 18 aprile fino al 21, dopo essere stato in Algeria e Camerun. L’entusiasmo è palpabile non solo nelle parrocchie, ma anche nei luoghi di lavoro, sui taxi collettivi e nei mercati. La visita del Santo Padre è vissuta come una benedizione da fedeli, cattolici e protestanti. 

La salutano con gioia, come motivo di benessere, anche le persone di altre fedi come l’islam e coloro che si sentono fortemente laici. Si rinnova e si rafforza così la missione cattolica, guidata dalla CEAST, che a novembre scorso, per esempio, ha portato alla realizzazione del Congresso nazionale pace e riconciliazione.

Il Congresso si è concluso con un culto ecumenico e la stesura di un Quaderno nazionale di impegni, firmato dai rappresentanti di attori ecclesiastici, politici e della società civile. Nelle parole del suo segretario, don Celestino Epalanga, il Congresso è stato un esempio di unità delle diversità, quindi di riconciliazione, che ha contribuito a migliorare ulteriormente lo spirito nazionale di accoglienza e inclusione.

Don Fernando Matapalo è l’incaricato per il settore di trasporto e logistica durante la visita del papa. È investito della responsabilità di articolare gli sforzi della Chiesa con quelli del governo per quanto riguarda i mezzi, gli spostamenti e le manutenzioni. Visibilmente affaticato, don Matapalo sottolinea l’impegno collettivo per il bene della nazione, ricordando però che la pace e la riconciliazione richiedono la riduzione drastica della fame, della povertà e delle ingiustizie, come ribadisce anche don Maurício Camuto, segretario generale della CEAST.

Il pontefice è atteso proprio su questi problemi, sperando di ricevere ispirazione su come superarli. Stesso discorso fa don Belmiro Tchissengueti, vescovo della settentrionale provincia di Cabinda, regione da cui arriva il grosso del petrolio del paese. Prominente figura del clero e voce fidata della società civile, egli denuncia l’impoverimento del tessuto sociale del paese attraverso l’emigrazione dei giovani e spera che la presenza del papa svegli le coscienze dei governanti sul dramma della miseria. 

I preparativi a Luanda

Le stampe del volto del pontefice Leone XIV su magliette, cappelli, ombrelli e oggetti sacri affollano i mercatini dei luoghi religiosi. Pulizie, strade transennate e mezzi di sicurezza insoliti annunciano che Luanda si prepara ad un evento di spessore.

Il governo provinciale ha decretato la sospensione delle attività lavorative per lunedì 20 e martedì 21 aprile. I mezzi di comunicazione annunciano di continuo lo storico evento, rammentando anche che si tratta della terza visita papale per il paese in quasi quattro decadi, dopo quelli di Giovanni Paolo II nel 1992 e di Benedetto XVI nel 2009.

Al suo arrivo, sabato 18 aprile, il Santo Padre terrà il primo incontro ufficiale con il presidente della Repubblica João Lourenço e la sua squadra di governo, un appuntamento che sottolinea l’attenzione della Chiesa sul dialogo istituzionale per la promozione della pace, della giustizia sociale e del benessere della nazione.

Il secondo incontro sarà con i rappresentanti della società civile; verranno richiamati i temi della dignità umana, solidarietà, gioventù ed educazione, all’insegna della responsabilità collettiva per la costruzione di una società più giusta e fraterna. Con la Conferenza episcopale il papa si concentrerà, invece, sui compromessi missionari e sul rinnovamento dell’evangelizzazione.

A Luanda la messa si terrà il giorno dopo l’arrivo del Santo Padre, in un cortile a ridosso della giovane città satellite di Kilamba, nei pressi del cantiere per un ospedale pubblico. Dopo la messa il pontefice pregherà il rosario nel Santuario di Nossa Senhora da Muxima, Nostra Signora del Cuore, a circa due ore di strada da Kilamba verso l’entroterra.

Lunedì 20 aprile, a celebrare la Santa Eucaristia con il Santo Padre sarà la comunità di Saurimo, il capoluogo della provincia orientale di Lunda-Sul, regione diamantifera, nella Diocesi guidata da don José Imbamba, presidente della CEAST.    

L’ospedale di Kilamba adibito a grandi eventi sono simboli della rinascita dell’Angola del dopoguerra. Kwanza-Sul è una delle regioni più povere e Saurimo una delle città storiche meno moderne del paese, nonostante ospiti tra i più importanti giacimenti di diamanti.

I fedeli e la popolazione, con il clero nei panni di guida spirituale e morale, confidano nella benedizione di Leone XIV per l’allargamento del processo di rinascita dell’Angola. In questo senso, sono evidenti gli sforzi delle autorità ecclesiastiche e statali di rilanciare il turismo religioso al Santuario di Muxima e nel territorio angolano in generale, con particolare enfasi alle missioni rurali che risalgono alle ultime decadi della colonizzazione e la cui manutenzione richiede oggi interventi consistenti.

Kilamba e Saurimo ospitano meno di 50mila abitanti ciascuna, ma si prevede che le messe con Leone XIV possano richiamare migliaia di persone provenienti da vari punti del paese. Infatti, nella parrocchia di Kilamba, Santissimo Redentore, il parroco, don Fila Cassule, esorta i fedeli a recarsi al luogo della messa all’alba, almeno cinque ore prima della celebrazione, anche in considerazione del fatto che l’ingresso sarà permesso solo fino a due ore prima dell’inizio della celebrazione stessa.

Molti di coloro che arriveranno nelle prossime ore sono rappresentanti dei movimenti religiosi, come sottolinea il seminarista João Kambala, che da Luanda è stato spedito a Kwanza-Norte proprio per occuparsi dell’organizzazione degli spostamenti verso Luanda.

Le autorità sanitarie sembrano fiduciose sulle loro capacità di monitorare la situazione. Tuttavia, la combinazione di fattori di rischio come le alte temperature e gli estenuanti viaggi da province lontane fa ragionevolmente presagire significative sfide per i corpi sanitari dispiegati sui territori coinvolti dalla visita papale. Lo stesso si dica della sicurezza in generale. Euforia e traffico disordinato potrebbero provocare disagi e tumulti, tali anche da richiedere l’intervento della polizia.            

Sul piano sociale, ci si aspetta anche nuova attenzione sulla missione cardine delle scuole e delle università cattoliche, sulla missione della formazione etica dell’uomo. Sul piano politico, invece, si riaffermano, rafforzano e approfondiscono i legami di amicizia, solidarietà e cooperazione tra lo stato angolano e quello del Vaticano.

Di questi legami, un frutto ampiamente riconosciuto e applaudito in Angola concerne l’accordo quadro tra la Santa Sede e la Repubblica di Angola attraverso cui, dal 2019, Luanda riconosce effetti civili del matrimonio celebrato con il rito canonico.

Ecco, un effetto di questa visita del pontefice in Angola potrebbe essere proprio l’incremento dei matrimoni cattolici, figlio della fiducia della gente per le due istituzioni. Questo potrebbe contribuire, in definitiva, alla solidificazione delle basi morali e spirituali del processo di pace e riconciliazione, ancora in divenire 24 anni dopo la fine della guerra civile.

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