Uganda / Domani si vota
Il paese vive con trepidazione, per timore di violenze, la vigilia delle elezioni. Partecipata la campagna elettorale. La partita si gioca tra il presidente uscente Yoweri Museveni con una forte base elettorale nelle zone rurali e lo sfidante leader dell’opposizione, Kizza Besigye, più popolare nella capitale e nei centri urbani.

Domani 18 febbraio, l’Uganda va al voto presidenziale e parlamentare dopo una accesa campagna elettorale. Tra i candidati, ancora una volta il presidente uscente Yoweri Museveni, 71 anni, al potere da 30. Il quale ha dichiarato, bontà sua, che si ritirerà dalla politica soltanto dopo che le nazioni dell’Africa orientale saranno diventate un solo stato.
Intanto per le strade della capitale Kampala si vedono girare veicoli blindati e c’è una massiccia presenza di forze dell’ordine è pronte per prevenire eventuali disordini. Anche le controverse Unità di prevenzione del crimine sono state mobilitate per garantire lo svolgimento pacifico delle elezioni, sebbene non tutti i candidati alle presidenziali le approvino. Anzi, alcuni sostengono che le Unità di prevenzione sono dispiegate per intimidire chi è pubblicamente contrario rielezione di Museveni. I partiti di opposizione contestano apertamente la mancanza di imparzialità delle principali istituzioni dello stato. E accusano la Commissione elettorale, la polizia e l’esercito di essere schierati dalla parte di Museveni. Date queste premesse nutrono seri dubbi che l’esito dello scrutinio elettorale possa rappresentare il volere degli elettori.
Intanto parecchi tra i residenti a Kampala sono tornati ai villaggi di origine dove sono iscritti per votare. Altri invece hanno lasciato la città per paura di rimanere intrappolati in possibili tafferugli e violenze. Lo stesso hanno fatto parecchi stranieri. Alcune ambasciate hanno invitato i loro connazionali a procurarsi scorte di cibo. Segnali che indicano come la gente tema che qualche tipo di rivolta e di violenza possa marcare lo svolgimento delle elezioni.

Museveni, ricca campagna
La campagna elettorale è stata ben partecipata e ciascuno degli otto candidati presidenziali è stato seguito dai cittadini durante i comizi. Qua e là ci sono stati incidenti e scontri tra sostenitori dei vari partiti. È da prevedere che come in passato non saranno molti coloro che nella capitale e in altri centri urbani voteranno per il presidente uscente, che è invece molto popolare nelle zone rurali, specialmente nell’ovest dove è nato. L’opposizione accusa Museveni di aver usato denaro pubblico per pagare i propri sostenitori mentre gli altri candidati sono stati finanziati dai loro simpatizzanti. La stampa locale ha riportato che il presidente uscente ha speso più di 5,8 milioni di dollari in due mesi di campagna elettorale.
I candidati presidenziali si sono confrontati in due dibattiti pubblici alla televisione. Assente al primo dibattito che a giudizio di molti è stato il più avvincente e genuino, Museveni ha partecipato al secondo confronto televisivo il 13 febbraio. Questo secondo è sembrato però assai meno vivace, con molte pause e, a dire di molti, pilotato dall’esterno.

Besigye provocato
Lunedì 15 febbraio la tensione nella capitale ha raggiunto il punto più critico quando la polizia ha arrestato per poche ore il candidato principale dell’opposizione Kizza Besigye, leader del Fronte democratico per il cambiamento. Era diretto a un comizio all’Università di Makerere e stando alle dichiarazioni della polizia si sarebbe rifiutato di seguire il percorso stradale prescritto. La situazione è sfuggita di mano e c’è stato uno scontro tra i sostenitori di Besigye e le forze dell’ordine. Secondo alcune nostre fonti, sembra che nei tafferugli durati per parecchie ore una persona sia stata uccisa, mentre ci sono stati 11 feriti e 20 arresti.
Ora in città è tornata la calma. Ma la tensione rimane. La campagna elettorale si è conclusa ieri con l’ultimo comizio del presidente uscente sulle piste dell’aeroporto di Kololo e con quello di Besigye partecipato da una grande folla nei distretti di Naguru e Nakawa. C’è ancora molta paura tra i residenti della capitale. L’ambasciata americana ha sollecitato il governo ugandese a garantire che «il processo elettorale sia condotto in maniera pacifica, trasparente e credibile. Violenza e minacce di violenza di un gruppo o l’altro o di qualunque individuo sono inaccettabili
A poche ore dalle elezioni, il paese vive in un’atmosfera di trepidazione. Diverse personalità e leader di varie religioni si sono appellati ai cittadini perché si eviti ogni violenza e ogni incitazione a rivolte armate.

Nella foto due dei tanti cartelloni elettorali che tappezzano la capitale ugandese, Kampala. A sinistra il presidente uscente Yoweri Museveni e a destra il candidato principale dell’opposizione Kizza Besigye. (Fonte: Bbc)

Sopra nella gallery una cartina dell’Uganda e supporters di Besigye lunedì a Kampala (Goran Tomasevic / Reuters).