La denuncia di un congolese
Il caos sui nuovi passaporti congolesi continua a destare preoccupazione, soprattutto sull’incertezza legale a cui sottopone i migranti dell’Rd Congo, molti dei quali aspettano da mesi di ricevere il cosiddetto passaporto “biometrico”. Vi proponiamo la testimonianza di uno di loro, arrivata in redazione e la risposta dell’ambasciata congolese a Roma

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Le vittime del nuovo sistema d’identificazione si ritrovano, infatti, senza un valido documento d’identità visto che tutti i vecchi passaporti, alcuni dei quali con scadenza nei prossimi anni, sono stati invalidati dal ministero degli Esteri congolese.

 

La cosa grave è che la condizione di sans papiers in cui si trovano oggi molti congolesi, li priva della possibilità di rinnovare il permesso di soggiorno, con il rischio di perdere, quindi, il diritto di residenza diventando, per la legge italiana dei clandestini, punibili, quindi, con il carcere.

 

Nigrizia aveva già denunciato i ritardi, in un articolo – Caos passaporti per la diaspora congolese – pubblicato lo scorso 5 marzo. Tuttavia, la situazione sembra non essere cambiata. La storia del giovane congolese Braly Nsingi (riportata nell’articolo) morto in Costa d’Avorio per questioni legate ai nuovi passaporti, sembra non aver smosso il ministero degli Esteri e le rappresentanze diplomatiche congolesi. A conferma di questo, una nuova segnalazione, inviataci da un cittadino congolese in Italia da 18 anni.

 

La redazione di Nigrizia ha deciso di pubblicare la sua lettera, in solidarietà con tutti i congolesi vittime di questa situazione, e nella speranza che le autorità responsabili, in particolare le ambasciate della Repubblica Democratica del Congo in Italia, prendano in considerazione questo appello.

 

 


 

 

“Sono originario della Repubblica Democratica del Congo e vivo in Italia da 18 anni. A marzo di quest’anno ho saputo per caso, come tanti miei connazionali, che i nostri passaporti congolesi non erano più validi e che bisognava presentare la richiesta presso la nostra ambasciata per il rilascio del passaporto biometrico.

 

Il 27 aprile ho potuto presentare la richiesta, accompagnata da tutti i documenti necessari (precedente passaporto, permesso di soggiorno, certificato di residenza in Italia e codice fiscale) più il costo amministrativo: 178 euro.

 

Morale della favola: dopo tre mesi passati senza nessuna informazione da parte dell’ambasciata nonostante le tante, insistenti telefonate da me fatte per conoscere lo stato della mia pratica, mi viene comunicato che l’ambasciatore, al suo rientro in Italia dal Congo, ha portato solo 50 passaporti.

 

Per tutti gli altri, me compreso (sono 3.400 i residenti congolesi in Italia, in base al Dossier statistico 2009 della Caritas/Migrantes, ndr), non ci sono passaporti e bisogna inoltrare reclamo.

 

Ora sono due settimane che telefono, come tanti miei connazionali, senza ottenere risposta, per sapere perché, come e dove bisogna inoltrare questo benedetto reclamo. Aiutatemi e aiutateci. Questa nostra ambasciata, con la scusa dell’immunità diplomatica, ci sta dissanguando. È scandaloso.

 

Basti pensare alla situazione di tutti quelli che dovrebbero rinnovare il loro permesso di soggiorno in questo periodo. Senza un passaporto valido che certifica la loro cittadinanza, sono totalmente bloccati e rischiano di perdere anche quei pochi diritti che l’Italia ha concesso loro. E, inoltre, abbiamo, purtroppo, un motivato sospetto che i nostri legittimi passaporti possano andare ad alimentare la corruzione e il mercato clandestino dei documenti d’identità in Italia. Distinti saluti”.

 

La risposta dell’ambasciata congolese