Gibuti / Ampliata base militare
Una nuova struttura va a rafforzare la sola base militare cinese nel continente. In funzione del mantenimento della pace, dice il ministro della difesa. Nervosismo di Whasington.

La presenza cinese a Gibuti diventa sempre più rilevante e si caratterizza ormai non solo per gli investimenti in infrastrutture di importanza regionale – come, tra gli altri, il modernissimo terminal per container e il porto polivalente di Doraleh, e la ferrovia che unisce il porto con l’Etiopia – ma anche per il rafforzarsi dell’aspetto militare.

Risulta evidente dalle dichiarazioni del portavoce del ministero della difesa, Ren Guoqiang, al Global Times, il tabloid in lingua inglese pubblicato dal Quotidiano del Popolo, il giornale ufficiale del Partito comunista cinese. Nell’intervista, pubblicata sull’organo ufficiale che si rivolge alla comunità internazionale, il funzionario ha ammesso che la Cina sta estendo la sua base militare a Gibuti, la prima, e per ora l’unica, fuori dai confini nazionali.

La dichiarazione è stata fatta dopo che il Jane’s Defence Weekly, autorevole settimanale che si occupa di questioni e tecnologie militari, ha detto che immagini satellitari mostrano un nuovo molo che si estende per 300 metri nel mare davanti alla base cinese, nel golfo di Obock, nel nord del paese, in una posizione strategica in prossimità dello stretto del Bab el Mandeb.

Il portavoce ministeriale ha precisato che la costruzione è stata concordata con il governo gibutino e che sarà usata da entrambi. Per la Cina, lo scopo della nuova struttura, in una base militare già capace di ospitare 10.000 uomini – spacciata all’inizio come mera struttura logistica – sarebbe quello di meglio adempiere alle responsabilità internazionali del paese e di mantenere pace e stabilità in Africa.

Nella sua dichiarazione ha anche nominato la lotta alla pirateria, che significa soprattutto la difesa dei diritti di pesca, cinesi in questo caso, proprio l’attività che ha suscitato il rinascere della pirateria stessa. Il portavoce ministeriale ha infine preannunciato che dal 26 giugno al 10 luglio si terrà in Cina un forum sino-africano sui temi della difesa e della sicurezza.

Nessun dubbio può ormai sussistere sul vero obiettivo della base cinese nel nord di Gibuti, dove, peraltro, si sono già svolte esercitazioni militari. Le ultime il 12 maggio scorso, per testare le armi in dotazione e per preparare le truppe a operazioni di contrasto del terrorismo.

Un’interessante intervista, rilasciata in inglese evidentemente per sottolineare all’estero quali sono le vere competenze della base di Obock, competenze che si direbbero ricalcate su quelle americane nell’area. La precisazione arriva per di più in un momento in cui sta crescendo la tensione con gli Stati Uniti a livello globale. Ma il nervosismo potrebbe crescere nella stessa zona, già tra le più calde del pianeta. Gli Usa infatti hanno fatto sapere in più occasioni di non gradire la presenza militare cinese nei pressi di Camp Lemonnier, alla periferia della città di Gibuti, la loro unica base permanente in Africa.