Angola / Dos Santos spadroneggia
Il capo dello stato affida a sua figlia le sorti e la ristrutturazione della Sonagol, la maggiore impresa pubblica angolana. E che nessuno si azzardi a parlare di conflitto d’interessi.

Il presidente angolano José Eduardo dos Santos ha firmato il 2 giugno il decreto che colloca sua figlia Isabel al vertice della Sonagol, la compagnia petrolifera di stato. Così, da un giorno all’altro, Isabel – che la rivista Usa Forbes ritiene sia la donna più ricca d’Africa: un patrimonio di 3,3 miliardi di dollari – va a gestire un gigante con un bilancio (2013) di oltre 40 miliardi di dollari.

Secondo Alcides Sakala, deputato dell’Unita, partito di opposizione, è la conferma della volontà del presidente Dos Santos di collocare i propri familiari in tutti gli ingranaggi dell’economia e del potere. E ricorda che José Filomeno, altro figlio di Dos Santos, gestisce dal 2013 il Fondo sovrano del paese, dotato all’inizio di 5 miliardi di dollari.

A sentire Sakala si tratta di una nomina del tutto attesa. Isabel infatti, lo scorso febbraio era stata designata dal presidente a presiedere una commissione incaricata della ristrutturazione della Sonagol. Tra i consulenti di Isabel, gli studi legali Boston Consulting Group (Stati Uniti) e Vieira de Almeida & Associados (Portogallo), e la multinazionale Usa di valutazione PricewaterhouseCoopers.

Una ristrutturazione resasi necessaria in quanto la Sonagol tra il 2014 e il 2015 ha avuto un calo delle entrate intorno al 40% a causa del crollo del prezzo del petrolio. In un comunicato del 26 maggio, Isabel dos Santos ha evocato la necessità di ridurre i costi dell’azienda, che per lungo tempo ha funzionato come un Fondo sovrano, e di riportarne l’attività allo scopo originario, cioè quello di regolatore del settore petrolifero.

La Sonagol sarà dunque smembrata e, d’ora in poi, si occuperà solo della gestione dei contratti petroliferi. Le attività di esplorazione, di produzione, di trasformazione e di commercializzazione saranno trasferite al Consiglio superiore d’accompagnamento del settore petrolifero (Cosap). Questo Cosap è chiamato ad amministrate un impero di 17 filiali con circa 10mila dipendenti e a tenere i rapporti con le società esterne al settore e con le società estere, come la banca portoghese Millennium Bcp e la compagnia petrolifera portoghese Galp.

L’organizzazione Maka Angola, che opera contro la corruzione, si batte per la difesa dei diritti umani ed è stata fondata dal giornalista Rafael Marques, si chiede se non ci sia il rischio che alcune imprese dell’ex portafoglio Sonagol non cadano nelle mani di personaggi della nomenklatuta del regime. Fuor di metafora: nella mani di Isabel, in caso di privatizzazione.

Isabel dos Santos, figlia del presidente Joé Eduardo, è considerata la donna più ricca d’Africa.