Il disegno sventato in Iraq
Attaccare le squadre di calcio danese o olandese. In alternativa: i tifosi. Questo il piano rivelato in questi giorni da un terrorista arrestato in Iraq ed accusato di essere affiliato ad Al Qaeda. Il progetto attendeva il via libera del numero due della rete di Osama Bin Laden.

Colpire, con autobombe o assalti armati, le Nazionali di calcio danese e olandese, oppure i tifosi durante i Mondiali di Calcio in Sudafrica, il prossimo mese. Questo il piano che alcuni militanti di Al Qaeda in Iraq si preparavano a mettere in atto, una volta ottenuto il via libera dal numero due della rete terroristica, Ayman Al Zawahiri.

A rivelarne i dettagli è stato lo stesso Abdullah Azam Saleh al Qahtani (nella foto), ex ufficiale delle forze armate saudite, arrestato il 3 maggio scorso a Baghdad, con l’accusa di essere un affiliato dell’organizzazione di Osama Bin Laden e di aver partecipato, a gennaio, ad una serie di attacchi contro gli hotel della capitale iraqena.

Una vendetta dunque. La Danimarca sarebbe stata “colpevole”, infatti, di aver insultato il Profeta, permettendo la pubblicazione, nel 2006, di 1 vignetta satirica che ritraeva Maometto con una bomba nel turbante. In Olanda, invece, gli “incriminati” sarebbero alcuni politici, che avrebbero definito il Corano un “libro fascista”.
Il progetto era quello, dunque, di attaccare le due Nazionali, con diversi mezzi. «Se non fossimo stati in grado di colpire le squadre, avremmo colpito i tifosi» ha dichiarato Al Qahtani.

Non sono ancora chiare le reali capacità offensive della cellula sgominata dalle autorità iraqene, ma gli arresti hanno gettato ulteriori preoccupazioni sulla sicurezza del Campionato del Mondo, a meno di un mese dal fischio di inizio, l’11 giugno.

Si tratta di un brutto colpo, per le autorità sudafricane, ancora disorientate dall’accaduto. Secondo Vish Naidoo, portavoce della polizia, le forze di sicurezza avrebbero appreso del piano tramite i media. Nessuna comunicazione a Pretoria, dunque, alle prese, peraltro, con un altro scandalo.

Un gruppo di giornalisti sudafricani ha pensato bene, infatti, di testare gli aeroporti del paese, tentando di trasportare materiale pericoloso. I reporter della sudafricana Eyewitness News avrebbero testato in tre mesi 10 voli in partenza dai principali scali turistici del paese. Coltelli, cacciavite e siringhe sarebbero passati indisturbati in metà dei voli controllati.

In alcuni casi, invece, le autorità, pur sequestrando i prodotti, non si sarebbero rese conto della presenza di materiali che, se combinati, avrebbero potuto diventare esplosivi. La compagnia che si occupa della sicurezza aeroportuale in Sudafrica è subito corsa ai ripari, elencando, alla stampa, le nuove misure di sicurezza e le statistiche dei materiali sequestrati agli imbarchi ogni giorno. Dopo l’arresto di Al Qahtani, non sembra però essere sufficiente.