Analisi del fenomeno in Somalia
La pirateria nelle acque dell’oceano Indiano è diffusa sin dai primi anni ’90, quando, dopo la caduta del dittatore Siad Barre, il paese è piombato nel conflitto civile. Ma oggi il fenomeno si è trasformato in una attività organizzata, estremamente lucrosa. Chi se ne avvantaggia?

Da qualche anno le organizzazioni internazionali premono sulla risoluzione del problema, la pirateria infatti è sempre più una minaccia per il commercio marittimo ma anche per l’accesso da parte della popolazione stremata, agli aiuti umanitari. Per contrastate militarmente l’azione dei pirati questo tratto di mare è pattugliato da decine di navi militari provenienti da mezzo mondo. Gli Stati Uniti stanno valutando di intervenire militarmente nella regione del Puntland, nel Nord, dove i pirati hanno le loro basi. Ma, come sottolinea Matteo Guglielmo – studioso di Somalia e autore del libro Somalia. Le ragioni storiche di un conflitto – la pirateria ha radici ben più profonde e l’attuale escalation va inserita in un contesto di crisi che l’interruzione dei flussi umanitari ha fatto ulteriormente precipitare.
Ed è proprio Matteo Guglielmo a proporci un’analisi della situazione.

(A cura di Michela Trevisan)