Economia in bianco&nero – giugno 2013

Sui mercati finanziari dei titoli di stato è arrivata anche l’Africa. Grazie alla maggiore affidabilità di alcuni paesi emergenti e al calo degli interessi sui rendimenti è diventato più conveniente emettere prestiti obbligazionari. Non più aiuti internazionali e debiti a perdere, quindi. Ma bond, prestiti, che i governi africani, come fanno quelli occidentali, rimborsano ai mercati con programmi di restituzione pluriennali in cambio di interessi. Una massa di liquidità per finanziare progetti infrastrutturali, la costruzione di strade, ferrovie, porti, centrali elettriche di molti paesi in via di sviluppo.
Quest’anno, le nazioni dell’Africa subsahariana (Sudafrica escluso) hanno già collocato sette miliardi di dollari di prestiti obbligazionari. Un valore che supera, in sei mesi, quello degli ultimi cinque anni.

Le previsioni del Fondo monetario internazionale (Fmi) sulla crescita dei paesi sotto il Sahara sono tutte positive, superate solo dalle stime dei paesi emergenti dell’Asia. Otto paesi africani dell’area, dalla Nigeria al Kenya, nel 2013 hanno emesso o stanno programmando di emettere prestiti obbligazionari. La media dei rendimenti del debito africano è scesa di 88 punti base negli ultimi 12 mesi dal 4,35% all’1,74% per i bond a 10 anni, secondo JPMorgan Chase & Co.

L’Africa attira investitori internazionali e i governi si avvantaggiano dei tassi bassi a livelli record per finanziare opere pubbliche e grandi infrastrutture. I politici africani stanno cercando di ridurre la dipendenza internazionale dagli aiuti allo sviluppo diversificando le loro economie dipendenti solo dalle materie prime e introducendo i primi programmi di tassazione.

La lista dei bond africani è lunga. Il Rwanda ha raccolto 400 milioni di dollari nella sua prima di emissione di bond a 10 anni, offerta agli investitori internazionali da Bnp Paribas e Citigroup. Anche Zambia, Gabon, Ghana, Senegal e Namibia hanno mosso i primi passi sui mercato dei titoli di stato. Il primo bond del Ghana, in scadenza nell’ ottobre 2017, ha un grado di affidabilità B secondo l’agenzia di rating Standard & Poor’s, con un rendimento del 4,71% .

Il bond dello Zambia, che ha raccolto 750 milioni di dollari nel settembre 2012, ha un rating B secondo S&P’s e Fitch, e un rendimento del 5,6%. La Nigeria, il più importante produttore di petrolio africano, ha in programma l’emissione di un miliardo di dollari di titoli di stato e un miliardo di bond per i nigeriani della diaspora, ha detto il ministro delle finanze, Terima Ngama.

Il Kenya, la più importante economia dell’Africa orientale, ha in programma di collocare sul mercato per settembre dei bond sovrani e di raccogliere almeno un miliardo di dollari, ha detto il ministro delle finanze Robinson Githae. La Tanzania ha incaricato la banca d’affari americana Citigroup di aiutarla a ottenere dei rating di affidabilità dalle agenzie internazionali prima di emettere titoli di stato per almeno 500 milioni di dollari entra la fine dell’anno. A marzo la Tanzania, seconda economia dell’area dopo il Kenya, ha ricevuto offerte per 2,5 miliardi di dollari da un collocamento tra banche per un prestito obbligazionario da 600 milioni di dollari, come ha spiegato il ministro delle finanze William Mgimwa. L’Angola vuole collocare titoli di stato per 2 miliardi di dollari. Anche Uganda e Mozambico potrebbero lanciare dei programmi di acquisto di bond per più di 500 milioni di dollari ciascuno nei prossimi anni, secondo un report del servizio investimenti di Moody’s.

«Vediamo un significativo potenziale in Africa», ha spiegato Kristin Lindow, analista dell’agenzia di rating a New York. «Gli investitori internazionali sono alla ricerca di diversificazioni di portafoglio. Aumenta la domanda d’investimento in aree con enormi potenziali di crescita», ma anche rischi maggiori a lungo termine. Rischi legati alla stabilità politica e alla corruzione che è ancora elevata. Riguardo alla corruzione, undici paesi dell’Africa subsahariana sono ancora tra i primi 25 al mondo nella classifica dei 174 paesi più corrotti al mondo secondo la tabella di Transparency internazional. Nigeria, Kenya, Angola e Rd Congo sono tra questi. Tutti fattori che influiscono sulle decisioni degli investitori internazionali di puntare o meno sulla tenuta a lungo termine delle emissioni obbligazionarie dei paesi africani. L’investimento sui titoli di stato africano, oltre ai profitti elevati, in ogni caso, è un segnale di fiducia verso un’Africa diversa che vuole crescere e che è capace di ripagare i suoi debiti negli anni.

 

 

giornalista Il Sole 24 Ore

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