Malaria

Otto paesi africani sono stati premiati ieri con l’Alma Awards for Excellence, nel corso del 28° vertice dell’Unione Africana ad Addis Abeba, per i significativi progressi compiuti nella lotta alla malaria.
African Leaders Malaria Alliance (Alma – alleanza di 49 capi di Stato e di governo impegnati nel ridurre il numero di morti correlati alla malaria) ha premiato: Etiopia, Swaziland, Uganda, Botswana, Capo Verde, Comore, Repubblica Democratica del Congo e Ciad.
In Etiopia, Uganda e Swaziland, in particolare, le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, riportano una diminuzione dell’incidenza della malattia e della mortalità di oltre il 40% negli ultimi cinque anni. Se il trend sarà mantenuto potrebbero debellare la malaria entro il 2020.
Dal 2000, i tassi di mortalità della malaria in tutto il continente sono diminuiti del 62% in tutti i gruppi di età e del 69% tra i bambini sotto i cinque anni, secondo l’Unione Africana. Ma il continente resta ancora al primo posto a livello mondiale per diffusione. Nel 2015, 195 milioni dei 212 milioni di nuovi casi di malaria e 394.000 di 429.000 morti per malaria al mondo erano in Africa.

In Gran Bretagna, invece, ha suscitato sconcerto in ambiente medico il fallimento del trattamento chiave anti-malarico (combinazione di artemether e lumefantrine), che per la prima volta non è stato in grado di curare quattro pazienti, tutti provenienti dall’Africa. Un segnale che il parassita veicolato dalla zanzara anofele si sta evolvendo, sviluppando resistenza ai farmaci. Un team della London School di igiene e medicina tropicale, ha detto che è troppo presto per trarre conclusioni, ma ha chiesto una valutazione urgente dei livelli di farmaco-resistenza in Africa.
Notizie incoraggianti, però, arrivano dalla ricerca e dall’annunciata efficacia di un nuovo vaccino antimalarico. (Africanews / Bbc)