Novità sul caso dei due giornalisti uccisi
Chiusa sabato, dopo quattro giorni di dibattiti, a Riccione, la XVI edizione del Premio Ilaria Alpi ha consegnato il premio alla carriera a Demetrio Volcic, celebre corrispondente estero della Rai. Mentre è Sky Tg24 ad aggiudicarsi la sezione TG. Nuovi tasseli emergono sul caso dell’omicidio dei due giornalisti.

Si è conclusa sabato a Riccione, come ogni anno, la XVI edizione del Premio Ilaria Alpi. Nato nel 1995 per rendere omaggio all’inviata Rai uccisa in Somalia il 20 marzo 1994 insieme all’operatore Miran Hrovatin, il Premio intende promuovere il giornalismo di inchiesta televisivo, organizzando, a margine del concorso, incontri, tavole rotonde, mostre, appuntamenti e rassegne.

Il premio alla carriera è toccato quest’anno a Demetrio Volcic, celebre corrispondente estero della Rai, noto per le sue cronache da Praga, Vienna, Bonn, e, in particolare, da Mosca, negli anni della Cortina di Ferro.
«Per aver mantenuto in momenti di straordinaria tensione, la freddezza e la semplicità del racconto giornalistico» il premio per la sezione TG e sezione premio Miran Hrovatin è andato rispettivamente a Tiziana Prezzo e Flavio Maspes di Skytg24 per il servizio realizzato sui saccheggi a Port Au Prince, dopo il terremoto di Haiti, nel gennaio scorso.

Da segnalare anche il premio per il miglior reportage internazionale andato a Anouk Burle, inviato di France 2, per un reportage realizzato a Nairobi, che racconta la storia di chi vive rovistando tra i rifiuti di una gigantesca discarica della capitale keniana. «Burel – scrivono i giudici – ci guida tra le baracche, le immense montagne di rifiuti e lascia parlare le immagini, lasciando a loro la forza evocativa dei drammi umani».

Una quattro giorni intensa, che ha visto emergere anche nuovi sviluppi sul caso Ilaria Alpi. Un inedito rapporto di Greenpeace ha svelato, infatti, i contenuti di una delle tante inchieste avviate sul caso: quella della procura di Asti. Il documento dell’organizzazione ambientalista, ricostruisce, grazie agli atti della procura, i contorni di quello che è stato il traffico di rifiuti tossici che dall’Italia arrivavano negli anni ’90 verso la Somalia.

In un’intervista in esclusiva al Premio Ilaria Alpi, Douglas Duale, avvocato di Hashi Omar Hassan, in carcere da dieci anni, unico condannato per l’omicidio, avrebbe chiamato in causa le autorità italiane, responsabili, secondo l’avvocato, di aver pagato Ali Rage Hamed, principale accusatore di Hashi, per mentire di fronte al processo.