Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina
Libri
Francesca Albanese
Quando il mondo dorme. Storie, parole e ferite della Palestina
Rizzoli, 2025, pp. 288, € 18,00
02 Settembre 2025
Articolo di Jessica Cugini
Tempo di lettura 3 minuti

Parlare di Gaza come un conflitto che comincia il 7 ottobre 2023 significa iniziare un libro a metà, ignorando le pagine precedenti, le radici lontane di una storia che continua a essere poco conosciuta. Per questo motivo, per dissipare ignoranza e conoscere meglio l’orrore che Gaza vive da tempo, Francesca Albanese ha messo nero su bianco la sua storia, i rapporti scritti per le Nazioni Unite, di cui dal 2022 è relatrice speciale per i territori palestinesi occupati.

Rapporti che le sono costati minacce, telefonate notturne, insulti. Fino all’escalation, giunta al suo punto estremo il 9 luglio scorso, quando Marco Rubio, segretario di stato americano, ha annunciato sanzioni (sarebbe meglio dire misure punitive) contro la giurista italiana, rea di chiedere un intervento da parte dalla Corte penale internazionale per quel che accade a Gaza.

L’ultimo report Dall’economia di occupazione all’economia di genocidio denuncia infatti un coinvolgimento pieno dell’Occidente rispetto a quel che accade nella Striscia come nel resto della Palestina. Lo fa indicando varie grandi aziende statunitensi (Google, Microsoft, Amazon, IBM per dirne alcune) ma anche l’italiana Leonardo. Imperi economici complici, secondo la relatrice, attivi e responsabili dell’occupazione israeliana e delle operazioni militari che non potrebbero esserci senza un sostegno reale, di vario titolo, di questi soggetti.

Chi segue il lavoro sul campo di Albanese conosce non solo la sua posizione sempre documentata, ma anche il suo primo rapporto, Anatomia di un genocidio, in cui sciorina un’articolata denuncia delle operazioni militari israeliane nella Striscia, mostrando come l’intenzione di annientare Gaza non nasca oggi né il 7 ottobre. Per chi invece non conoscesse il lavoro della giurista o poco sapesse della storia di questa parte di mondo, questo libro, che raccontando dieci storie di persone narra le vicende di un popolo, può essere uno strumento per comprendere meglio quel che accade oggi alla luce di quel che è accaduto ieri.

Scrive di cosa sia l’infanzia in Palestina, Albanese, se ancora c’è una infanzia in quella terra in cui i bambini e le bambine muoiono di fame, in cui le scuole sono rase al suolo, dove è proibito persino il bagno nel mare. Lo fa con dati alla mano, con numeri di morti infantili che si decuplicano in soli 17 mesi. E siccome, come dicono gli scrittori a Gaza, i palestinesi non sono numeri, racconta le loro storie. Le storie di chi si è visto portar via la propria casa dagli occupanti coloni israeliani. E poi le risorse primarie: il cibo e l’acqua, l’elettricità e le cure mediche. A Gaza come in Cisgiordania.

Racconta cosa voglia dire vivere a Gerusalemme, una città divisa in due, est e ovest, da un muro definito illegittimo ma mai smantellato, che segna le vite delle genti; ma anche quale sia la storia e il significato della parola antisemitismo, che spesso viene utilizzata contro chi critica lo stato di Israele. Lasciandoci una domanda: fino a quando ancora?

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