In tutto il mondo ci sono più di 45 mila dighe. Per la loro costruzione si sono inondati più di 400 mila chilometri quadrati di terre. Nonostante gli effetti negativi registrati sull’ambiente e sulla popolazione, i governi continuano a realizzarle. Soprattutto in Africa, negli ultimi anni, sono stati avviati numerosi progetti per la costruzione di nuove dighe. In Uganda, nella Repubblica Democratica del Congo, nel Lesotho e in Etiopia vengono eretti nuovi colossi per la produzione energetica. Progetti promossi dalla Banca Mondiale e dai paesi industrializzati che finanziando le dighe, grazie al protocollo di Kyoto, acquistano crediti per le emissioni di CO2. Non rientra nell’equazione dei potenti, invece, l’impatto devastante che questi impianti avranno sull’ambiente e sulle popolazioni.
Ce ne parla Caterina Amicucci della Campagna per la Riforma della Banca Mondiale che ha realizzato il dossier ‘Dighe contro lo sviluppo‘.

(A cura di Michela Trevisan e Sara Milanese)