Quattro paesi dell’Africa occidentale (Nigeria, Benin, Costa d’Avorio e Togo) hanno annunciato di voler seguire l’esempio del Ghana che un mese fa ha vietato l’uso del cosiddetto carburante tossico, importato dall’Europa. Nel corso di una riunione del Programma ambientale delle Nazioni Unite (Unep), il 1° dicembre ad Abuja, in Nigeria, i quattro paesi si sono impegnati a limitare drasticamente il livello ammissibile di zolfo contenuto nei carburanti importati, a partire da luglio 2017. La decisione arriva dopo la pubblicazione, a settembre, di un rapporto realizzato dall’organizzazione non governativa svizzera Public Eye, intitolato “Dirty Diesel” (Disel Sporco).
Il dossier rivela che per aumentare i profitti, alcune grandi compagnie petrolifere elvetiche distribuiscono in 8 paesi africani benzina e gasolio tossico, contenente fino a 400 volte più zolfo di quanto concesso dalle norme europee. I danni sulla salute sono conosciuti: bruciando, questo carburante sprigiona lo zolfo sotto forma di anidride solforosa e altri composti che sono fra le principali cause di malattie respiratorie. Questo commercio è possibile grazie alla carenza di regolamentazione in Africa. Il report è stato realizzato in Ghana, Benin, Costa d’Avorio, Angola, Repubblica del Congo, Mali, Senegal e Zambia. (Rfi)