R.D. Congo

Venerdì, sei attivisti che stavano scontando una pena in galera hanno ricevuto la grazia dal presidente Joseph Kabila, i sei però, hanno rifiutato la libertà e deciso di rimanere in carcere e scontare la pena in “solidarietà con gli altri prigionieri di coscienza.”

La loro decisione è stata resa pubblica in una dichiarazione rilasciata sabato dal gruppo di attivisti Cittadini combattenti per il cambiamento(Lucha), che ha sede a Goma, capitale del Nord Kivu, nella Repubblica Democratica del Congo orientale (RDC).

“I sei attivisti arrestati a Goma hanno scelto di rimanere in carcere in solidarietà con altri attivisti Lucha e tutti gli altri congolesi imprigionati per le loro opinioni […] “, si legge nella dichiarazione.

I sei attivisti, che hanno meno di 30 anni e tra cui c’è anche una donna, sono stati arrestati il 16 febbraio durante una manifestazione dell’opposizione e poi condannati a due anni di carcere con l’accusa di incitamento alla rivolta.

Il 4 marzo, la pena è stata però ridotta a 6 mesi di carcere in appello

La grazia presidenziale è stata concessa, secondo un ordine, per “creare un clima politico di fiducia nel paese.”

La liberazione dei prigionieri politici e di quelli di coscienza è stata una delle richieste dell’opposizione al fine di partecipare al dialogo nazionale avviato dal Capo dello Stato per arrivare a delle elezioni pacifiche.

Il gruppo di pressione ha comunque sostenuto la decisione del presidente di perdonare i prigionieri politici e di coscienza, e ha inoltre domandato la liberazione di tutti coloro ancora in stato di fermo con ricorsi pendenti. (Africanews)