Rd Congo / USA

“L’ambasciata degli Stati Uniti a Kinshasa, nella Repubblica democratica del Congo, rimarrà chiusa al pubblico giovedì 29 novembre” a causa di “informazioni credibili e precise su una possibile minaccia terroristica” che prende di mira “le strutture statunitensi nella capitale”. A comunicarlo è la stessa ambasciata, attraverso il suo sito web, esortando “i cittadini statunitensi a Kinshasa e in tutto il paese a mantenere un alto livello di vigilanza”.

La sede diplomatica americana è da lunedì in stato d’allerta, misura questa che le autorità congolesi hanno descritto come una “inutile psicosi”.

Prosegue intanto la campagna elettorale in vista del voto del 23 dicembre, quando, dopo due anni di battute d’arresto, mancate promesse e ritardi, gli elettori sceglieranno i membri del parlamento e il successore del presidente uscente Joseph Kabila, rimasto al potere sebbene il suo secondo e ultimo mandato sia scaduto quasi due anni fa.

I candidati alla presidenza sono 21, ma al centro dell’attenzione ci sono gli oppositori Felix Tshisekedi e Vital Kamerhe, recentemente coalizzatisi, il candidato comune delle altre cinque formazioni d’opposizione Martin Fayulu, e il delfino del presidente Kabila, l’ex ministro degli Interni Emmanuel Ramazani Shadary.

Senza nominare direttamente il candidato della coalizione al potere, pochi giorni fa il Consiglio per la pace e la sicurezza dell’Unione Africana ha sollecitando l’Unione Europea a revocare le sanzioni imposte su Shadary due anni fa per aver ostacolato il processo elettorale e per le violente repressioni che hanno ucciso almeno 50 persone durante le proteste anti-governative di settembre 2016. Shadary è anche uno dei 14 alleati di Kabila sanzionati lo scorso febbraio anche dalla Svizzera. (The East African / News 24)