Rd Congo / Petrolio

Alcune organizzazioni per la protezione ambientale e per la tutela dei diritti umani hanno lanciato un allarme ieri, in merito alla potenziale devastazione causata dal progetto del governo della Repubblica democratica del Congo, di estrazione petrolifera nei parchi nazionali di Virunga e Salonga.

Il mese scorso Kinshasa ha annunciato l’intenzione di declassificare alcune zone dei due parchi nazionali – entrambi riconosciuti dall’UNESCO come siti patrimonio mondiale dell’umanità – per consentire l’esplorazione petrolifera.

I parchi, che insieme coprono un’area delle dimensioni della Svizzera, sono tra le più grandi riserve di foreste pluviali tropicali del mondo e ospitano specie rare tra cui gli elefanti delle foreste e i gorilla di montagna.

Permettere le trivellazioni nei parchi causerebbe una grave perdita di biodiversità, libererebbe enormi quantità di anidride carbonica nell’atmosfera e inquinerebbe l’acqua che migliaia di abitanti del luogo utilizzano per la pesca e l’agricoltura, avvertono le organizzazioni. «Ci sono comunità, soprattutto a Virunga, che dipendono molto dalla pesca e dall’integrità del parco», ha affermato Pete Jones di Global Witness.

«I rischi di inquinamento sono chiari e presenti, e il settore della pesca soffrirebbe molto», ha dichiarato Juan Seve, direttore del WWF in Congo, che si è detto preoccupato per l’impatto delle trivellazioni petrolifere su almeno 50.000 persone che beneficiano del settore della pesca a Virunga, e altre decine di migliaia di persone che coltivano la terra attorno ai parchi.

Il portavoce, Lambert Mende, ha detto all’agenzia Reuters che il governo studierà il potenziale impatto delle trivellazioni sulle comunità locali prima di procedere. Lo stesso governo ha precedentemente difeso il suo diritto di autorizzare la trivellazione in qualsiasi parte del paese. (Voice of America)