Rd Congo / Kivu

L’esercito della Repubblica democratica del Congo ha annunciato ieri la cattura di Masudi Alimasi Kokodiko, leader del temuto gruppo armato Raia Mutomboki, attivo nella provincia nord-orientale del Kivu, accusato di orchestrare stupri di massa e altre atrocità.

L’uomo è stato catturato martedì nel territorio di Shabunda, nel Sud-Kivu, dopo essere stato ferito in uno scontro a fuoco, ha detto il portavoce dell’esercito, Dieudonne Kasereka.

Raia Mutomboki è stata costituita nel 2005 per combattere i gruppi armati hutu rwandesi attivi nella parte orientale della Rd Congo ed è diventata una delle più potenti milizie attive nell’area, ricca di minerali preziosi, al confine con Rwanda, Uganda e Burundi.

Un rapporto di un gruppo di esperti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite lo scorso anno ha dichiarato che le forze di Kokodiko hanno stuprato almeno 17 donne nella città centrale di Lubila lo scorso settembre. La milizia è anche accusata di usare bambini soldato. Nel 2012, un’indagine condotta dall’Onu ha scoperto che Raia Mutomboki e altre due milizie si sono rese responsabili della morte di oltre 260 civili, in un’ondata di massacri etnici compiuti in Nord-Kivu.

Il processo alla Corte penale internazionale contro un altro dei più temuti signori della guerra congolesi, Ntabo Ntaberi Sheka – arresosi nel luglio 2017 e accusato di stupri e altre atrocità – è iniziato lo scorso anno. Secondo le Nazioni Unite, le milizie che portavano il suo nome, Mai-Mai Sheka, e altri due gruppi armati, hanno violentato almeno 387 donne e minori tra il 30 luglio e il 2 agosto 2010, come punizione per una presunta collaborazione con le forze governative congolesi. I suoi soldati sono anche accusati di aver raso al suolo quasi 1.000 case e imprese, e di aver sequestrato e usato circa 100 persone in lavori forzati nelle miniere illegali. (Al Jazeera)