Rd Congo / Nord Kivu

Il Parco Nazionale di Virunga, nel nord-est della Repubblica democratica del Congo, è stato chiuso al turismo da ieri e fino al 4 giugno. Lo hanno annunciato ieri i rangers che lo proteggono, dopo il rapimento di due turisti britannici la scorsa settimana.

Uomini armati hanno teso un agguato e sequestrato Robert Jesty, Bethan Davies e il loro autista venerdì scorso, rilasciandoli tre giorni dopo. Nel tentativo di difenderli dall’attacco, la ranger Rachel Makissa Baraka, 25 anni, è stata uccisa.

“La sospensione del turismo è stata intrapresa come misura precauzionale aggiuntiva, mentre è stata avviata un’indagine intorno ai recenti eventi”, riferisce la direzione del parco in una nota.

Il Congo orientale – una zona estremamente ricca di minerali preziosi, legname pregiato ed altre risorse naturali – è stato scosso da successive ondate di violenza nell’ultimo quarto di secolo ed è stato l’epicentro di due guerre tra il 1996 e il 2003 che hanno ucciso milioni di persone.

Milizie e gruppi criminali controllano vaste aree del territorio e ampie zone del parco, che si estende su una superfice di 7800 chilometri quadrati. Più di 176 rangers sono morti proteggendo il parco più antico del continente, situato nelle aspre montagne e pianure vulcaniche adiacenti Rwanda e Uganda. Cinque guardie forestali e il loro autista sono state uccise solo un mese fa in un attacco compiuto da uomini armati.

Da quando il turismo è stato rilanciato nel 2014, il Parco Nazionale di Virunga – una delle aree biologicamente più diversificate del pianeta – ha ricevuto più di 17.000 visitatori, desiderosi di vedere i sempre più rari gorilla di montagna, in pericolo di estinzione, o scalare l’attivo vulcano Nyiragongo. (Reuters)