Rd Congo / La crisi

La polizia della Repubblica democratica del Congo ha annunciato ieri l’arresto di 275 persone in tutto il paese, in seguito alle violenze scoppiate martedì durante manifestazioni di protesta contro il prolungamento del secondo mandato presidenziale di Joseph Kabila. Sempre secondo fonti di polizia, 21 civili e un agente sono morti negli scontri. Martedì sera Human Rights Watch parlava invece di 26 vittime, ma le manifestazioni sono proseguite ieri, in particolare a Lubumbashi, dove vi sarebbero stati 10 morti e 47 feriti, secondo l’organizzazione Humanism and Human Rights.

Le elezioni avrebbero dovuto svolgersi prima della scadenza del secondo ed ultimo mandato del presidente, ma Kabila e i suoi sostenitori hanno sempre negato che vi sia un piano per mantenersi al potere, sostenendo che le elezioni sono state rimandate al 2018 per problemi economici e logistici.

Intanto ieri i vescovi cattolici congolesi, mediatori del tentativo di dialogo tra le parti politiche per trovare una soluzione alla crisi, hanno lanciato un appello per la ripresa dei colloqui, interrotti alla scadenza del mandato di Kabila il 19 dicembre. La chiesa si è assunta infatti la responsabilità di cercare di evitare che la crisi degeneri in un conflitto fuori controllo.
Ieri anche papa Francesco si è appellato ai leaders politici congolesi, chiedendo di “ascoltare la voce della propria coscienza, riconoscere la sofferenza crudele del vostro popolo e prendere a cuore il bene comune”. (Reuters / Al Jazeera)