Rd Congo

La chiesa cattolica della Repubblica democratica del Congo chiede d’aver pazienza nell’attendere che riprendano i colloqui tra governo e opposizione per un accordo di condivisione del potere, dei quali i vescovi congolesi sono mediatori. Gli anziani della chiesa raccomandano che tutte le parti politiche lavorino insieme, ha detto all’agenzia France Presse il segretario generale della Conferenza episcopale nazionale del Congo (Cenco), Abate Nshole.

I colloqui si concentrano su un piano per la condivisione del potere concordato il 31 dicembre scorso, il quale prevede che l’attuale presidente ad interim Joseph Kabila, lasci il potere dopo le prossime elezioni che dovrebbero svolgersi entro la fine di quest’anno.
Ma sul voto (che avrebbe dovuto svolgersi lo scorso dicembre, alla scadenza del secondo ed ultimo mandato di Kabila) pesano alcune incertezze. A metà febbraio il ministro del Bilancio, Pierre Kangudia, ha annunciato che non ci sono i soldi per svolgere le elezioni, il cui costo stimato è di 1,8 miliardi di dollari.

Il processo di dialogo politico si è fermato dopo la morte del leader storico dell’opposizione, Etienne Tshisekedi, il 1° febbraio a Bruxelles. Il 3 marzo la coalizione Rassemblement ha nominato suo figlio Felix Tshisekedi come successore, una nomina contestata da una parte del “Raggruppamento” che critica apertamente la mancanza di esperienza politica di alto livello del giovane leader. Tanto da dar vita ad una scissione con la nomina, sabato scorso, di un presidente bis: l’ex ministro Pierre Lumbi, ufficialmente posto alla guida del Consiglio degli Anziani del partito.

Intanto ieri i ministri degli esteri dell’Unione europea hanno avvertito il governo congolese che se i leader politici e militari continueranno a boicottare un accordo di governo con l’opposizione, Bruxelles imporrà nuove sanzioni.  

Le nuove misure restrittive prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio per i “responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, di incitamento alla violenza o per chi ostacola una soluzione pacifica della crisi, che rispetti le aspirazioni del popolo congolese di eleggere i loro rappresentanti”, si legge nel comunicato.

Lo scorso dicembre, l’UE e Stati Uniti hanno imposto sanzioni ad alcuni alti funzionari dopo le violente repressioni dei manifestanti anti-Kabila che a settembre avevano provocato più di 50 morti. (Africa News / News24)

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