Rd Congo / Costa d'Avorio

I vescovi di due paesi dell’Africa occidentale hanno lanciato importanti appelli nei giorni scorsi alle autorità politiche, a nome delle martoriate popolazioni.

In un documento intitolato “Liberare il mio popolo”, i 44 vescovi della Conferenza episcopale nella Repubblica democratica del Congo (Cenco – nella foto) tracciano un amaro reportage sulla situazione attuale nel paese, prima di fare appello al capo dello stato Felix Tshisekedi, al quale chiedono di mettere in atto le promesse pre-elettorali di una vera rottura con il vecchio regime, di “assumere pienamente le sue responsabilità e di cambiare il sistema di governance”. Tra le riforme urgenti, secondo la Cenco, quella dell’esercito e della magistratura.

Dalla Costa d’Avorio arriva invece un grido d’allarme in vista delle elezioni del prossimo anno. “Evitateci un’altra guerra” chiedono, in un appello a tutti gli attori della vita socio-politica, lanciato a nome della popolazione “tra la quale regna un diffuso clima di paura, legata alla realtà di ricorrenti conflitti inter-comunitari, problemi di insicurezza, possesso della terra, occupazione illegale di foreste, delle miniere d’oro illegali e problemi legati all’identità ivoriana”.  

“Dopo oltre due decenni di gravi crisi che hanno segnato tristemente la storia della Costa d’Avorio, e ad alcuni mesi dalle elezioni nel 2020, la responsabilità di tutti coloro che detengono l’autorità – a qualunque livello siano- è quella di fare tutto il possibile per la riconciliazione e la coesione sociale, per prevenire le crisi e consolidare la pace”, scrivono, chiedendo al governo “di continuare e completare il processo di disarmo, perché le armi continuano a circolare nel nostro paese e non è un segreto per nessuno”.

“In effetti – proseguono i vescovi ivoriani -, in ogni conflitto inter-comunitario, armi bianche e armi da guerra sono regolarmente e professionalmente utilizzate. Di fronte a questo stato di cose, ancora una volta, e in nome del diritto alla vita, vi chiediamo di evitaci un’altra guerra!”. (Fides / Radio France International)