Le macchine per le votazioni elettroniche che dovrebbero essere utilizzate durante le prossime elezioni nella Repubblica democratica del Congo, previste per il 23 dicembre, avrebbero delle falle nel sistema di sicurezza, secondo un rapporto pubblicato ieri da The Sentry, la squadra d’investigazione del collettivo Enough.

L’organizzazione non governativa non ha potuto avere accesso diretto agli apparecchi, ma ha condotto degli studi approfonditi su dei macchinari simili, fabbricati dalla stessa società produttrice sudcoreana, la Miru Systems Co, e destinati alle elezioni che si sono tenute in Argentina nel 2017. Proprio le autorità di Buenos Aires alla fine hanno rinunciato al loro utilizzo, a causa della loro vulnerabilità.

Secondo l’indagine di The Sentry, ci sarebbe un alto rischio di violazioni della segretezza del voto e di manipolazione dei risultati. La compagnia sudcoreana dovrebbe vendere alla Commission électorale nationale indépendante (Ceni) congolese circa 105 mila macchine per il voto.

Sasha Lezhnev, vice-direttore del dipartimento politico di Enough Project, ritiene che «dati i risultati della ricerca, la società civile e i gruppi d’opposizione congolesi abbiano delle buone ragioni nell’essere scettici sull’uso di queste macchine, in quanto possono essere facilmente piratate».

La pubblicazione del rapporto avviene in un momento di altissima tensione politica nella Rd Congo. Il presidente uscente Joseph Kabila, il cui mandato è scaduto nel dicembre del 2016, non ha ancora dichiarato pubblicamente se si ricandiderà per un nuovo mandato, il che costituirebbe una violazione costituzionale.

Una settimana fa il primo ministro congolese Bruno Tshibala, ha annunciato a sorpresa che Kabila non si ripresenterà per un terzo mandato, ma non ha placato la diffidenza dell’opposizione e della società civile che nel frattempo continuano a subire intimidazioni. (Rfi / Enough Project)

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