L’epidemia di ebola nella Repubblica democratica del Congo (RdC) è stata “ampiamente contenuta” e non si sono registrati nuovi casi dopo l’ultimo decesso, avvenuto il 9 giugno, secondo quanto riferito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

Anche l’ONU ha espresso un “cauto ottimismo”, nonostante le difficoltà di rintracciare alcune persone che potrebbero essere state esposte al virus.

L’epidemia ha ucciso 28 persone dall’inizio di aprile ed ha suscitato particolare preoccupazione perché si è verificata in un’aera a nord-ovest del paese, difficile da raggiungere ma a ridosso del fiume Congo, che attraversa la capitale Kinshasa, una città di oltre 10 milioni di persone. Si temeva inoltre, che il trasporto fluviale potesse aiutare il virus a diffondersi nella vicina Repubblica Centrafricana e nella Repubblica del Congo.

Questo focolaio è il nono nella RdC, ma il primo ad essere contrastato con una strategia di “vaccinazione ad anello”, che prevede la vaccinazione di tutte le persone a contatto con malati riconosciuti per circoscrivere il virus e limitarne la diffusione.

Un focolaio di Ebola viene normalmente dichiarato chiuso una volta trascorsi 42 giorni da quando i campioni di sangue dell’ultimo paziente riconosciuto, risultano negativi per la seconda volta. L’ultimo caso confermato in laboratorio di ebola è stato un paziente deceduto il 9 giugno. Se non ci saranno più casi confermati, l’epidemia verrà dichiarata terminata intorno al 21 luglio. (CNBC)