Rd Congo / Chiesa

La Conferenza episcopale della Repubblica democratica del Congo (Cenco) ha chiesto ieri al presidente Joseph Kabila di impegnarsi pubblicamente a non ripresentarsi come candidato alle elezioni fissate al 23 dicembre 2018, “rassicurando” così l’opinione pubblica e contribuendo ad “allentare le tensioni” relative alla sua permanenza al potere nonostante il termine del suo mandato.

“È indispensabile, sulla base di una sincera volontà politica, rassicurare il popolo congolese e i partner internazionali dando garanzie per l’effettivo svolgimento delle elezioni”, si legge nel documento dell’episcopato, reso pubblico al termine di un’assemblea straordinaria dei vescovi dedicata alla crisi.

Nel messaggio, intitolato “Andiamo subito alle elezioni”, i vescovi affermano anche d’essere “profondamente delusi” dal contesto di “diffusa sfiducia”, e deplorano lo slittamento della data del voto alla fine del prossimo anno.

Sempre nel tentativo di allentare le forti tensioni sociali e politiche, i vescovi chiedono al governo di pubblicare entro la fine dell’anno il piano per l’erogazione dei fondi necessari all’organizzazione delle elezioni, e di adottare misure di apertura per i prigionieri e gli esiliati politici.

Al potere dal 2001, il secondo e ultimo mandato del presidente Kabila si è concluso il 20 dicembre 2016. La Costituzione gli impedisce di cercarne un terzo, ma gli consente di rimanere in carica fino a quando non viene eletto il suo successore. 

La coalizione d’opposizione (Rassemblement) e movimenti di cittadini come Lucha e Filimbi, chiedono però “una transizione senza Kabila” e la sua uscita di scena entro la fine di quest’anno, citando l’accordo di San Silvestro – sostenuto e mediato dalla Ceni e firmato dalle parti il 31 dicembre 2016 – che prevedeva che le elezioni si svolgessero entro la fine del 2017. (Rfi)