Le norme del nuovo codice minerario della Repubblica democratica del Congo sono diventate legge, venerdì 8 giugno, senza modifiche rispetto al testo ratificato a marzo, nonostante l’opposizione delle società estrattive che hanno minacciato azioni legali.

Il primo ministro Bruno Tshibala ha infatti tradotto in legge i nuovi regolamenti per lo sfruttamento delle miniere che ridimensionano i vantaggi delle aziende, eliminando la protezione fiscale sui contratti decennali già stipulati e imponendo una tassa sui profitti imprevisti. 

Il nuovo provvedimento è stato aspramente criticato dalle multinazionali, tra cui Glencore e Randgold, che la scorsa settimana hanno anche minacciato azioni legali contro l’esecutivo, ritenendo che i nuovi aumenti delle tasse e la rimozione delle esenzioni, rappresentino una violazione dei loro accordi con il governo.

Il ministro delle Miniere, Martin Kabwelulu, però, già la scorsa settimana era stato irremovibile, negando qualsiasi altra concessione all’industria mineraria, che aveva chiesto di rivedere alcune disposizioni chiave.

La Rd Congo è una delle nazioni più ricche al mondo di minerali, oltre al rame si estraggono anche diamanti, stagno, coltan e cobalto, impiegato nella produzione di batterie elettriche, il cui valore lo scorso anno è raddoppiato. (Reuters)