Rd Congo / Nord Kivu

Il parco naturale di Virunga, nel settore orientale della Repubblica democratica del Congo (RdC), rimarrà chiuso al turismo fino alla fine dell’anno. Lo ha fatto sapere ieri la direzione, che aveva deciso la chiusura il 15 maggio scorso – fino al 4 giugno – a causa della crescente insicurezza dovuta all’attività di milizie e gruppi armati al suo interno.

L’ultimo episodio era accaduto pochi giorni prima la chiusura, l’11 maggio, quando due turisti britannici erano stati rapiti e successivamente rilasciati, e una ranger che li accompagnava, la 25enne Rachel Makissa Baraka, era stata uccisa.

Un mese prima, il 9 aprile, altre 5 guardie forestali e il loro autista erano stati uccisi in un’imboscata. Numerosi gruppi armati operano nella provincia del Nord Kivu, nella parte orientale della RdC, un’area ricca di risorse naturali e minerarie che è da decenni in conflitto. Almeno 12 rangers sono stati uccisi negli ultimi 10 mesi nel tentativo di proteggere gli animali del parco e i suoi visitatori.

Ieri il direttore del parco, Emmanuel de Merode, ha dichiarato che la decisione è stata presa per consentire una revisione approfondita delle misure di sicurezza e per il rafforzamento dei 700 rangers schierati per mantenere animali e turisti al sicuro.

La chiusura del parco non aiuta la già povera economia locale, in particolare in un momento in cui il turismo era in netta crescita. I gestori del Virunga – il più antico parco naturale del continente, habitat degli ultimi esemplari di gorilla di montagna, anch’essi minacciati d’estinzione a causa del conflitto – affermano di aver ricevuto più di 17.000 visitatori dal rilancio del turismo nel 2014 e che l’industria è fondamentale per sostenere le comunità locali. (The Guardian)