Repubblica democratica del Congo

Moise Katumbi, ex governatore della provincia del Katanga, è stato nominato come principale candidato dell’opposizione alle elezioni presidenziali in programma il prossimo novembre nella Repubblica democratica del Congo (Rdc).

Lo ha deciso ieri l’ufficio politico del G7, coalizione che riunisce sette partiti espulsi dalla maggioranza al potere per essersi opposti al prolungamento del mandato del capo dello stato in carica, Joseph Kabila, riuniti per la prima volta in congresso nella capitale Kinshasa.

Il voto è fissato per il 27 novembre, ma al momento è molto probabile uno slittamento di diversi mesi. La Costituzione in vigore in Rdc impedisce al presidente in carica di candidarsi per un nuovo mandato alle presidenziali del 2016, ma l’opposizione ha accusato più volte Kabila di voler restare al potere dopo la scadenza del proprio incarico utilizzando vari escamotage per rallentare l’iter elettorale nel paese. L’organizzazione del voto sta affrontando infatti molte difficoltà sia legate alla mancanza di fondi che al clima di polemica sorto nel paese.

Katumbi è l’ex governatore della ex provincia del Katanga è considerato un avversario molto ostico e ha un grosso seguito nella popolazione. Figlio di una congolese e di un ebreo italiano emigrato in Africa per sfuggire al regime fascista, Katumbi ha fatto la sua fortuna attraverso affari minerari nel Katanga. Suo padre possedeva una pescheria ed è diventando il principale fornitore di pesce fresco e prodotti ittici della Gécamines, la compagnia mioneraria di stato dell’epoca. È allora che il giovane imprenditore ha guadagnato i suoi primi contratti minerari.

Successivamente è antreto anche nei trasporti, nel commercio nell’alimentare. Dopo diversi anni di esilio in Sudafrica e Zambia, ha ottenuto diritti di sfruttamento per diversi giacimenti di rame e cobalto.

Eletto governatore del Katanga nel 2007 con la benedizione di Joseph Kabila, Moses Katumbi ha spesso della sua provincia “come un business”. Anche se viene criticato per aver usato il suo potere politico per arricchirsi, “Mosè” nella regione gode ancora di grande popolarità. (Le Monde)