Rd Congo

Il primo ministro della Repubblica democratica del Congo ha lanciato un appello ai donatori internazionali affinché aiutino il paese a sollevarsi dalla profonda crisi economica in cui è sprofondato. Kinshasa sostiene che il motivo sia il il crollo dei prezzi delle materie prime, che costituiscono oltre l’80% dei proventi delle esportazioni. Le casse sono vuote e la crescita debole. Il paese, inoltre, manca di valuta estera e la sua moneta si prevede perderà nel 2017 la metà del suo valore. Il tasso di inflazione è di circa il 50% e il potere d’acquisto dei congolesi potrebbe essere dimezzato entro la fine dell’anno.

Ma i governi occidentali accolgono questa domanda con stupore. La loro visione è diametralmente opposta: per loro, la crisi è principalmente politica, ed è stao lo slittamento ad una data ancora da definire delle elezioni di dicembre 2016 e la volontà del presidente Joseph Kabila di restare al potere nonostante la scadenza del suo secondo ed ultimo mandato che hanno portato il paese in un vicolo cieco. Una visione, questa, condivisa da una larga parte dei donatori.
Dal 2012, il Fondo monetario internazionale non rinnova il suo programma di aiuti a causa della mancanza di trasparenza nel settore minerario. Per riprendere la cooperazione, l’istituto finanziario chiede progressi concreti sul fronte politico, come ad esempio la pubblicazione del calendario elettorale. (Afrique Presse)

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