Repubblica democratica del Congo

I partiti dell’opposizione riuniti nelcosiddetto Front citoyen 2016, hanno “chiamato” la popolazione allo sciopero generale oggi a Kinshasa, capitale della Repubblica democratica del Congo.

Lo slogan è “journée ville morte” (Giornata della città morta) e l’obiettivo è quello di fare appello al rispetto della costituzione congolese e il rispetto delle scadenze elettorali per arrivare al voto presidenziale. Uno sciopero che in realtà è un “avvertimento” al presidente Joseph Kabila, accusato dalle opposizioni di voler mantenere il potere oltre la fine del suo mandato presidenziale (le elezioni dovrebbero tenersi entro la fine dell’anno), in spregio alla Costituzione vigente che gli impedirebbe di candidarsi per un terzo mandato. In effetti da tempo nel paese ci sono forti tensioni per via dei numerosi rinvii e problematiche nell’organizzazione del calendario elettorale. Sono in molti a ritenere che Kabila e l’establishment politico congolese stiano usando vari stratagemmi per dilatare i tempi delle elezioni in modo da restare al potere.

Questa mattina, inoltre, le frequenze di Radio France International, tra le riadio più ascoltate in Rdc, sono state oscurate sia a Kinshasa che a Brazzaville, la vicina capitale della Repubblica del Congo, sull’altra sponda del fiume Congo.

Sulle grandi assi viarie della città la circolazione è molto fluida, mentre normalmente particolarmente caotica. Pochi, inoltre, sono i taxi, sia collettivi che i taxi-moto, circolanti e anche il servizio di trasporto pubblico è rallentato. Molti negozi sono rimasti con le saracinesche abbassate.

Non è stata indetta alcuna marcia o manifestazione di protesta per evitare violenze in una data che è simbolica perché nel 1992 una manifestazione contro il regime di Mobutu venne represa nel sangue. Ma il Front citoyen 2016 ha invitato caldamente tutti i cittadini a restare a casa per “paralizzare” la città. Il governo e le forze dell’ordine hanno dal canto loro esortato al contrario.

Attraverso un comunicato anche l’ex governatore della ex provincia del Katanga, Moïse Katumbi e l’Udps, dell’eterno rivale politico di Kabila, Etienne Tshisekedi, formazione storica dell’opposizione, hanno detto di sostenere il movimento Front citoyen 2016 e la “journée ville morte”.

A Kinshasa la tensione è molto alta e la popolazione teme repressioni dure da parte delle forze di polizia. Gli abitanti ricordano ancora quella del gennaio 2015 quando le forze dell’ordine uccisero una dozzina di persone. Anche per questo la gente ha paura di manifestare e in molti si appellano alle forze politiche perché si “mettano d’accordo”, evitando che a pagare il prezzo più alto siano sempre i cittadini comuni. (Rfi / Agi)