Repubblica Democratica del Congo

La Repubblica Democratica del Congo (Rdc) ha chiesto ieri la rimozione di migliaia di forze di pace delle Nazioni Unite, sostenendo che il paese è pronto ad assumersi la «piena responsabilità per la sua sicurezza». Una richiesta che avviene nonostante decine di gruppi della società civile e dei diritti umani da tempo stiano sollecitando l’Onu ad estendere il suo mandato nel Paese. 
La richiesta congolese è avvenuta attraverso le parole del ministro degli Esteri, Raymond Tshibanda, il quale ha esortato i membri del Consiglio delle Nazioni Unite a rispettare «legittima aspirazione» della Rdc di assumere il pieno controllo della sua sicurezza, dopo un decennio e mezzo di presenza nel paese della missione di pace delle Nazioni Unite.
Tshibanda ha detto che il suo paese ha fatto «importanti» progressi in ambito politico-economico ed è riuscito a ottenere il sopravvento sui ribelli hutu e le Forze Democratiche per la Liberazione del Ruanda, accusate di fomentare l’instabilità nella parte orientale della nazione.
La missione delle Nazioni Unite denominata Monusco è schierata nella Rdc dal 1999 e comprende circa 20.000 soldati, essenzialmente basati nell’est del paese.
La Monusco comunque, ha già dichiarato da tempo che un graduale ritiro delle truppe è necessario per ridurre al minimo il rischio di nuove violenze, nei luoghi teatro negli ultimi decenni di alcuni dei più sanguinosi focolai di violenza del mondo.
Resta il fatto che quasi 180 gruppi della società civile e dei diritti umani hanno sollecitato, al contrario, il rafforzamento dei poteri della missione delle Nazioni Unite in Congo anche per garantire elezioni pacifiche previste nel 2016. (AlJazeera)

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